Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Maxi-assegno Ferrari per Fca Da Maranello 2,2 miliardi di euro

Punto primo: Fiat Chrysler Automobiles scorporerà la Ferrari e distribuirà gratis i relativi titoli ai propri soci, portando in parallelo il 10% a Wall Street, ma il «regalo rosso» agli azionisti non sarà quello che i critici dell’operazione (pochi, per la verità) definiscono «un costo secco» per l’azienda Fca. Al contrario. Si era già parlato di un possibile dividendo straordinario. La forma sarà diversa, la sostanza dell’assegno la stessa: Maranello trasferirà alle casse della holding liquidità per 2,25 miliardi di euro. Numero ancora preliminare, come preliminare è il documento inviato alla Sec con questo e altri dettagli del piano di rafforzamento patrimoniale made in Usa , e tuttavia abbastanza preciso da lasciar immaginare che la «cifra attualmente stimata» non si discosterà poi molto da quella definitiva. 
Punto secondo. La Ferrari è lo snodo-chiave del pacchetto varato da Sergio Marchionne con il duplice obiettivo di portare a Fca mezzi freschi per almeno 4 miliardi di euro ( cash del Cavallino escluso) e insieme allargare, consolidandolo, il lato americano dell’azionariato. È dall’abbinamento della «rossa» sia ai titoli del gruppo sia al prestito convertendo in preparazione che nascono le scommesse sul successo del piano, confermate dalla continua corsa di Fca tanto a Piazza Affari (+4,76% ieri) quanto a Wall Street (rialzi in linea con Milano). Ma scorporo e quotazione di Maranello sono in agenda per il 2015, tra il secondo e il terzo trimestre. «Prima di Natale», conferma Marchionne, andranno invece in porto le altre due «operazioni a stelle&strisce». E anche su queste – il collocamento negli Usa di cento milioni di titoli Fca e, appunto, il convertendo da 2,5 miliardi di dollari — il filing Sec aggiunge dettagli. Sul bond, soprattutto. Dovrebbe avere scadenza nel 2016. Ma con possibilità di conversione anticipata (magari subito dopo lo spin off del Cavallino).
È evidente quanto tutto ruoti intorno all’oggetto del desiderio Ferrari, cui gli analisti attribuiscono un valore fino a 9-10 miliardi (sui poco più di 11 di capitalizzazione attuale Fca). Quella stessa Ferrari è però pure la base del nuovo attacco di Diego Della Valle a Torino. Per Mr. Tod’s Maranello «ha salvato quel bidone che è Fiat», e il suo scorporo «depaupera l’azienda: usava il denaro per finanziare lo sviluppo, ora quotano un pezzetto per ripianare i debiti e il resto se lo prendono gli azionisti. È vergognoso».
Non la pensano così i mercati, all’inseguimento di Fca «anche» per garantirsi il Cavallino. E perché, secondo Goldman Sachs che lunedì ha inserito il titolo nella lista « convinction buys » dell’automotive (avvertenza: Goldman gestirà con JP Morgan, Barclays e Ubs l’offerta di azioni e il convertendo Fca), «l’annuncio dell’Ipo Ferrari segna l’inizio, non la fine, di una storia di creazione di valore che proseguirà fino al 2018». L’anno del completamento del piano Marchionne.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non chiamatela più utility locale. Il gruppo A2a cerca il salto di categoria: da società dei servi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo la crisi, scatta la "riscrittura" del Recovery Plan da parte del Parlamento. Il documento di 16...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A2A lancia il piano industriale al 2030 per riposizionare l’azienda, «passando dal mezzo al fine,...

Oggi sulla stampa