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Maxi alleanza tra A2A e Ardian: una newco con centrali e clienti

Dopo l’alleanza sull’idrogeno e quella stretta per partecipare alla gara sull’idroelettrico di Erg, A2A e Ardian sarebbero pronti a rafforzare ulteriormente la propria alleanza con un’operazione su larga scala. L’ipotesi allo studio, come riportato da Radiocor, sarebbe quella di una maxi joint venture a maggioranza A2A che coinvolgerebbe un ampio perimetro in cui potrebbero confluire, con varie modalità e tempistiche, diversi asset di generazione e il parco clienti della multiutility lombarda. Il colosso internazionale di private equity conferirebbe subito un rilevante apporto di capitale e, in prospettiva, anche i 700 MW di impianti eolici in Italia.

Sarà un percorso graduale, insomma. Ma il via libera al riassetto, su cui entrambe le parti lavorano da diverso tempo, sarebbe ormai in dirittura d’arrivo e potrebbe rappresentare una tappa storica per A2A. Nato nel 2008 attraverso la fusione tra Aem Milano e Asm Brescia, quattro anni dopo il gruppo controllato con quote paritetiche dai due Comuni lombardi ha acquisito la ex genco Edipower da Edison, diventando a tutti gli effetti il secondo operatore nazionale dietro Enel.

Poi, sotto la presidenza di Giovanni Valotti, è iniziata la stagione del consolidamento in Lombardia, che ha portato nell’orbita di A2A praticamente tutte le ex municipalizzate della Regione. Una fase che il nuovo amministratore delegato Renato Mazzoncini, insediatosi l’anno scorso, ha definito conclusa, lanciando un piano decennale focalizzato sulla transizione energetica, in cui un ruolo rilevante sarà giocato dallo sviluppo delle rinnovabili. Un business plan ambizioso, che punta a investimenti per 16 miliardi e al raddoppio dell’Ebitda oltre quota 2,5 miliardi nel 2030, e dunque necessita di “fare scala” e ovviamente anche di risorse finanziarie.

Un cambio di passo in cui la partnership con Ardian potrebbe rappresentare un catalizzatore importante unitamente al fatto che – posizione condivisa dai principali soci di A2A – la presenza di un partner di peso sulla generazione consentirà al gruppo sia di operare in quest’area di business con maggiore efficacia sia di destinare maggiori risorse su filiere più “core” o comunque maggiormente legate ai servizi al cittadino. Non solo: così facendo A2A avrebbe un’opzione futura per rafforzarsi sulle rinnovabili con l’eolico di Ardian e acquisirebbe ulteriore peso a livello nazionale, con le spalle più larghe per ulteriori operazioni di consolidamento, riguardo alle quali circolano da mesi sul mercato i nomi di Edison e di Iren, dove si è appena “trasferito” proprio l’ex capo della strategy di A2A, Gianni Armani, nel ruolo di ad. Del resto, la stessa Ardian è da diverso tempo socio di minoranza del fondo F2i negli aeroporti e soltanto due anni fa è diventata anche compagno di viaggio della famiglia Gavio nel gruppo Astm, secondo operatore autostradale al mondo. Insomma, un partner affidabile che ben conosce il nostro Paese ed è fortemente specializzato nel segmento delle infrastrutture.

Ma come si potrebbe strutturare nel dettaglio l’alleanza tra A2A e Ardian? Alcuni dettagli sono ancora da mettere a punto ma nella nuova società potrebbero confluire nel tempo vari asset. Per quanto riguarda A2A si attingerà dalle centrali idroelettriche (circa 2GW in cui spiccano, tra gli altri, le grandi derivazioni della Valtellina), dal termoelettrico (oltre 4 GW), dalle rinnovabili e dai clienti finali, circa 2,9 milioni: una vasta piattaforma, da cui potrebbero anche essere esclusi alcuni asset, in cui sarà cruciale anche l’assegnazione dei costi e del debito.

Ardian, invece, apporterebbe una sufficiente dose di capitale per arrivare a una quota di minoranza significativa nella newco e, in uno step futuro, potrebbe anche conferire i propri asset eolici. Difficile tradurre tutto questo in cifre ma è evidente che il valore della nuova entità sarà di alcuni miliardi di euro.

A2A e il fondo Ardian interpellate sull’operazione preferiscono non commentare.

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