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Maxi-acconto Irpef all’ultima verifica

La proroga del pagamento del secondo acconto 2013 dal 2 al 10 dicembre 2013, in base al decreto varato mercoledì dal Governo, dovrebbe riguardare solo gli acconti dovuti da tutti i contribuenti soggetti a Ires e non le altre imposte e contributi, dovuti dagli altri contribuenti, per i quali quindi il versamento deve essere effettuato entro lunedì prossimo. Si tratta ad esempio delle persone fisiche, delle imprese individuali, dei professionisti o delle società di persone, le quali devono versare il secondo acconto per l’Irpef e le relative addizionali, l’Irap, la cedolare secca, l’Ivie, l’Ivafe o l’imposta sostitutiva per i contribuenti minimi.
La proroga al 10 dicembre 2013 dovrebbe riguardare tutte le imposte dovute dalle società di capitali (Ires, Irap, addizionali, maggiorazione Ires del 10,50% per le società di comodo), ma non dovrebbe incidere sulla parte di Irpef dovuta dalle persone fisiche socie di Srl trasparenti. Lo stesso dovrebbe valere anche per l’Inps artigiani e commercianti dei soci lavoratori. Sempre per i contribuenti soggetti a Ires, la proroga dovrebbe valere anche per l’Irap, considerando anche che l’annunciato aumento dell’acconto Ires 2013 dal 101% al 102,5% avrà effetti anche sull’imposta regionale.
Irpef
Per l’Irpef, il calcolo della seconda rata è più complicato rispetto agli scorsi anni, in quanto anche se la prima rata è stata calcolata sul 40% del 99% del rigo RN33 “differenza” di Unico PF 2013, l’articolo 11, comma 18, del Dl 76/2013 ha stabilito che da quest’anno l’importo complessivo dell’acconto è, a regime, del 100% di quanto dovuto per l’anno precedente. Quindi, per la seconda rata dell’acconto 2013, il consueto calcolo del 60% del 99% del rigo RN33 non è più corretto, ma va calcolato l’intero acconto dovuto per il 2013 (100% del rigo RN33), al quale va tolto quanto già pagato come prima rata.
Per il versamento dell’Ivie e dell’Ivafe si applicano le stesse regole (percentuali dell’acconto) previste ai fini Irpef (articolo 19, comma 22 del Dl 201/2011).
Crediti
Se il modello Unico 2013 o Irap 2013 evidenziano un credito (ad esempio, Irpef nel rigo RN42), questo può essere utilizzato per ridurre l’acconto da versare. Anche se non è obbligatorio, è consigliabile presentare un F24 a zero di questa compensazione, per lasciare traccia dell’operazione. In ogni caso, nel modello Unico 2014 o Irap 2013 va riportato solo il credito residuo.
Terreni edificabili o agricoli
Per il triennio 2013-2015, ai fini delle imposte dirette, è previsto un incremento della rivalutazione del reddito dominicale e agrario del 15% ovvero del 5% per i terreni agricoli e per quelli non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Questo incremento va a sommarsi all’usuale rivalutazione dell’articolo 50 della legge 662/96, che è dell’80% per il reddito dominicale (semplice possesso) e del 70% per quello agrario (anche coltivazione). Ad esempio, per trovare l’imponibile Irpef del reddito dominicale 2013 di un terreno agricolo, si dovrà prima rivalutare la rendita dell’80%, poi il “montate” dovrà essere ulteriormente rivalutato del 5 per cento. La rendita, quindi, non dovrà essere rivalutata dell’85%, cioè della somma delle due rivalutazioni. A causa di una disposizione contenuta nella norma che ha introdotto la nuova rivalutazione, l’Irpef 2012 su cui calcolare l’acconto 2013, con il metodo storico, deve essere rideterminata considerando già le nuove rivalutazioni temporanee.
Inps
Il 2 dicembre scade anche il secondo acconto per i contributi Inps degli iscritti alla gestione commercianti e artigiani ovvero alla gestione separata dei professionisti, con partita Iva e senza Cassa. Anche in questo caso si può effettuare il calcolo con il metodo previsionale, anche se a dire il vero non vi è una normativa specifica che lo disciplini. Va prestata attenzione al fatto che la base imponibile contributiva deve essere presa al lordo dell’Ace dedotta ai fini del pagamento delle imposte dirette. La deduzione Ace, quindi, va sommata al reddito dell’impresa individuale, del socio di società di persone e Srl trasparente e non, per calcolare l’Inps commercianti o artigiani (circolare Inps 90/2012).

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