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Mattarella convoca Draghi: «Ora governo di alto profilo»

Lancia un appello «a tutte le forze politiche”» affinché diano la fiducia a un governo di «alto profilo» che non abbia una formula politica ma che faccia fronte alle tre emergenze che stringono in una morsa l’Italia: sanitaria, economica, sociale. Così parla Sergio Mattarella alla fine di una giornata convulsa, pochi minuti dopo che il presidente Fico gli riferisce del tentativo fallito di formare un esecutivo politico con la maggioranza del Conte II. Dunque, di fronte a questo fallimento il capo dello Stato spiega che lui offre agli italiani la soluzione di un governo istituzionale, del presidente, per non lasciare il Paese in preda ai suoi problemi. E il nome è quello di Mario Draghi che è stato convocato per questa mattina a mezzogiorno al Colle quando riceverà un incarico. Adesso i partiti si dovranno assumere la responsabilità di un sì o un no alle Camere.

Parla alle nove di sera e racconta la sua scelta motivandola ed elencando con puntualità – e quasi puntigliosità – le ragioni per cui non ha scelto la via delle elezioni subito. Sa che ci saranno attacchi, che va contro gli interessi di alcune forze ma tira dritto. Certo comprende le motivazioni di chi spinge per le urne e dice, infatti, che andare al voto è un’alternativa da valutare con attenzione perché rappresenta un «esercizio di democrazia», però, spiega agli italiani che lo ascoltano che «ho il dovere di riflettere sull’opportunità di questa soluzione». E subito elenca tutti i suoi motivi di perplessità: il primo è rappresentato dal lungo periodo di campagna elettorale che «coinciderebbe con momento cruciale per le sorti dell’Italia». C’è il fronte sanitario, cioè la lotta al virus che va sconfitto quindi c’è la necessità di un governo nel pieno delle sue funzioni per organizzare la campagna vaccinazione da condurre tra Stato e Regioni. Seconda ragione: sul «sul versante sociale», a fine marzo verrà meno il blocco licenziamenti e questo richiederà decisioni difficili per un governo in piena campagna elettorale. Infine, nel mese di aprile va presentato il piano di utilizzo dei fondi europei ed è «auspicabile» che avvenga prima per programmare gli «indispensabili finanziamenti da impegnare presto». Serviranno due mesi e poi ancora un mese di interlocuzione con il Consiglio europeo e si arriva a ridosso dell’estate. Un’agenda che quasi fa immaginare già quale sarà il calendario di Draghi.

«Non possiamo permetterci di mancare l’occasione», scandisce Mattarella davanti alle telecamere. E quei mesi di tempo che occorrono per programmare la nostra “salvezza” con le risorse europee verrebbero invece bruciate prima dalla campagna elettorale poi dalla convocazione delle Camere e formazione del Governo. Così ricorda che nel «2013 servirono quattro mesi e nel 2018 i mesi furono cinque». Un tempo che non possiamo permetterci. Inoltre, spiega che le modalità di una campagna elettorale, durante e dopo, facilitano gli assembramenti e la possibilità di contagi come è avvenuto in Paesi dove si è votato alla scadenza naturale delle legislature. E questo rischio, il capo dello Stato non se la sente di farlo correre ai cittadini.

Ecco che a questo punto lancia il suo appello per dare la fiducia a un governo Draghi. Oggi sarà ricevuto al Quirinale e starà a lui, e ai partiti, costruire quell’uscita di sicurezza pensata dal capo dello Stato per il Paese. Le responsabilità dei sì e dei no saranno chiare. Così come sono state chiare le parole di Mattarella che ha l’unico assillo di mettere in sicurezza l’Italia sui quei tre fronti, sanitario, economico e sociale.

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