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Mattarella: alleanza contro la corruzione

SCANDICCI (Firenze). Al culmine di una settimana in cui politica e giustizia hanno rischiato di nuovo di entrare in rotta di collisione, il presidente della Repubblica ha parlato davanti alle giovani toghe della Scuola superiore della magistratura guidata dall’ex presidente della Consulta Gaetano Silvestri. È la seconda volta che il capo dello Stato sale a Villa Castel Pulci ma, stavolta, l’incipit del suo discorso è dedicato ai cittadini-utenti di un servizio giustizia assai lento: «Il tempo non è una variabile indifferente per l’esercizio della giurisdizione e per il riconoscimento dei diritti. È auspicabile che si affronti, con determinazione, questo problema. Gli uffici giudiziari sul piano organizzativo e gestionale, Parlamento e governo sul piano legislativo e delle risorse, ricercando la massima condivisione».

Dopo aver tracciato questo perimetro, Mattarella ha parlato della corruzione: «La corruzione è un male gravissimo della nostra società che inquina le fondamenta del vivere civile. Va combattuta senza equivoci e timidezze». Però il «servizio prezioso» offerto dalla magistratura e dalle forze di polizia da solo non basta: «Occorre una grande alleanza tra tutte le forze sane per sviluppare ulteriormente gli anticorpi necessari». E le forze in campo devono coprire un fronte ampio: «Si tratta di un impegno politico, sociale, culturale…». Uno sforzo corale, ha aggiunto Mattarella rivolgendosi ai magistrati, si rende necessario perché «combattere la corruzione è un impegno di sistema, non di un solo corpo dello Stato che non sarebbe sufficiente». E in evidenza spicca pure la frase rivolta a «tutti gli attori della politica»: «Per la loro parte devono aggiungervi la consapevolezza che la corruzione in quell’ambito è più grave perché, nell’impegno politico, si assume un duplice dovere di onestà, per sé e per i cittadini». Politica e magistratura, è il mantra di Mattarella, collaborino per perseguire un obiettivo comune: «Questa collaborazione viene abitualmente praticata. Talvolta invece si registrano competizione, sovrapposizioni, di ruoli se non addirittura conflitto, e questo genera sfiducia. Il conflitto indebolisce tutte le parti in contrapposizione». Terzo tema trattato da Mattarella, le decisioni dei magistrati che «incidono, oltre che sulle persone, sulla realtà sociale»: per cui il magistrato deve «scegliere tra le varie opzioni consentite quella che, con ragionevolezza, nella corretta applicazione della norma comporta minori sacrifici per i valori, i diritti e gli interessi coinvolti».

Sul Frecciarossa diretto a Roma, il presidente ha viaggiato con il Guardasigilli Andrea Orlando che poi è corso al Senato per verificare l’intesa tra Pd e Ap sull’allungamento della prescrizione: «Ce la faremo entro l’estate». «Bisogna fare presto», ha detto Giovanni Legnini (Csm). Il confronto tra politica e giustizia, dunque, continua con i toni più soft: «Ogni volta che emerge una storia di corruzione mi indigno, ma non si può sparare nel mucchio perché si fa il gioco di chi ruba», ha dichiarato il premier Matteo Renzi.

Dino Martirano

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