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Matrimonio tra Fs e Alitalia, dentro o fuori in un mese

Un mese di tempo per chiudere, altrimenti l’operazione di integrazione tra Ferrovie dello Stato e Alitalia con un partner industriale come Delta Air Lines diventerà utopia. Ieri l’incontro tra il sottosegretario ai Trasporti in quota Lega, Armando Siri, e i tre commissari della compagnia in amministrazione straordinaria (Enrico Laghi, Daniele Discepolo e Stefano Paleari) ha portato alla decisione di una proroga di un altro mese a Ferrovie dello Stato per la stesura di un accordo di rilancio di Alitalia. La richiesta dei vertici del gruppo ferroviario era in realtà di due mesi, cioè fino al 31 maggio, ma i commissari e la tecnostruttura del ministero dello Sviluppo hanno optato per ridurre i tempi per stimolare Fs a trovare una sintesi con i possibili partner. Fonti vicine al negoziato ritengono che le elezioni europee del 26 maggio siano simbolicamente il termine ultimo. Dopo diventerà complicato, anche perché lo stesso ministero del Tesoro chiamato alla conversione di una parte del prestito ponte in circa 15% della nuova Alitalia, sembra manifestare scetticismo per un accordo a cui manca ancora un socio forte industriale o finanziario per almeno il 40% del capitale. È in piedi da almeno un mese una trattativa con Atlantia, la società che controlla gli aeroporti di Roma, ma una fonte sostiene che non ci sarebbero i margini. La stessa China Eastern, con cui sta trattando Delta Air Lines ed azionista anche di Air France-Klm, è una possibile opzione ma solo in una seconda fase. E Delta ha dato una disponibilità di massima, ma con una quota non superiore al 15% e un investimento di 100 milioni. Dietro l’angolo aleggia Lufthansa con costi sociali diversi. Dopo le elezioni europee si vedrà.

Leonard Berberi Fabio Savelli

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