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Matrimonialisti, ormai è boom

La recente sentenza del tribunale di Milano che ha assegnato a Veronica Lario, ex moglie di Silvio Berlusconi, un assegno di mantenimento di 100 mila euro al giorno, ovvero 3 milioni al mese oppure 36 milioni l’anno, ha riacceso i riflettori della professione sugli specialisti in diritto di famiglia.

Separazioni e divorzi non conoscono infatti crisi, o la conoscono in modo limitato, e mentre gli avvocati d’affari specializzati in attività corporate si sono trovati negli ultimi anni a tirare la cinghia per la continua carestia di mandati, la situazione sembra più rosea per chi segue clienti individuali invece che famiglie.

Nel caso di Veronica Lario, la professionista scesa in campo a partire dall’annuncio della separazione quattro anni fa era stata Maria Cristina Morelli, la stessa avvocatessa che aveva assistito Beppino Englaro negli anni della battaglia contro l’alimentazione forzata della figlia Eluana.

Morelli non è infatti una star del jet-set milanese, nonostante sia cresciuta nella boutique della matrimonialista Laura Hoesch, una delle decane del settore, inizialmente indicata come consulente legale della Lario.

Per lo stesso caso, Berlusconi si era invece affidato allo studio di famiglia del suo avvocato di fiducia Niccolò Ghedini, affiancato per la separazione anche dalle sorelle Ippolita e Nicoletta e da Cristina Rossello.

Più in generale, spiega Gian Ettore Gassiani, presidente nazionale dell’Associazione avvocati matrimolialisti italiani, in questi mesi la famiglia italiana sta attraversando un momento molto difficile sotto diversi profilo e la crisi finanziaria e politica ha conseguenze negative sul modo di vivere la coppia e quindi anche sul matrimonio e sulla convivenza more uxorio. «L’aumento vertiginoso di separazioni e divorzi e di procedure di conviventi che si contendono i figli ha trasformato il diritto di famiglia in una materia particolarmente specialistica e difficile», spiega il professionista.

Ovviamente non soltanto la fase patologica del matrimonio è materia dell’avvocato matrimonialista, che secondo Gassiani viene definito «divorzista» in modo riduttivo. «Il diritto di famiglia e delle persone è vastissimo.

Basti pensare che ci sono procedure concernenti le eredità, le adozioni, il cambio di sesso, il cambio del nome, la cittadinanza e tutte le questioni penali che riguardano la famiglia», puntualizza, aggiungendo che proprio in seguito all’ampliamento di questo ambito di attività gli avvocati matrimonialisti sono diventati negli ultimi anni tra i protagonisti principalidel mondo forense.

«I giornali del resto trattano molto spesso le questioni del diritto di famiglia e i giovani neolaureati sognano di diventare avvocati della famiglia e delle persone».

Come spesso succede, mentre il diritto di famiglia fa gola come specializzazione a un numero crescente di laureati, gli specialisti nella materia restano pochi. «Questo è ungrande problema perché crea un fenomeno di scarsa tutela del cittadino spesso difeso da un legale tuttologo che gioca in modo disinvolto al ribasso della parcella per ottenere gli incarichi. E le conseguenze di questa selvaggia liberalizzazione con sconti di fine stagione sono sotto gli occhi di tutti», aggiunge Gassiani, che ha approfondito questo fenomeno nel saggio «I perplessi sposi». Secondo l’avvocato, tuttavia, il 2013 si presenta come un anno difficile per il settore così come lo è stato il 2012. La crisi economica infatti, probabilmente enfatizzata eccessivamente, si è sentita anche nel settore del diritto di famiglia.

Guardando al futuro intanto, nuove opportunità si possono trovare a livello europeo. «I legali che si stanno specializzando in diritto di famiglia internazionale avranno maggiori opportunità di lavoro. Ma bisogna studiare tanto e avere uno studio molto organizzato al pari di una aziendaper fare fronte alle istanze delle personeche devono ottenere giustizia al di fuori dei confini nazionali», ha spiegato Gassiani. Per esempio, secondo l’avvocato matrimonialista occorrerà dotare lo studio legale della presenza di figure professionali complementari e diventate ormai indispensabili in studio, come gli psicologi, gli psichiatri, i mediatori familiari e gli investigatori privati anche allo scopo di abbattere i costi e migliorare l’organizzazione del lavoro. «La gente, se si rivolge a un avvocato specialista, non cerca sconti, ma qualità del servizio legale che nel diritto di famiglia si chiama anche umanità, coraggio e prudenza allo stesso tempo. Il matrimonialista deve offrire il proprio sapere nel rispetto della propria autonomia e delle regole deontologiche senza avallare supinamente tutte le istanze del proprio assistito», spiega Gassiani.

Deve quindi difendere senza comprimere i diritti della controparte o strumentalizzare i bambini contesi per vincere ad ogni costo. «È questo modo autorevole e responsabile di esercitare la professione che la gente chiede al vero avvocato del settore, non sconti come in un supermercato, e chi chiede solo sconti deve rivolgersi all’avvocato “tuttofare” che con pochi euro è disposto a patrocinare in tutte le materie».

Anche se nel 2013 ci potrebbero essere meno incarichi per gli studi legali del settore, gli avvocati devono resistere all’ondata di concorrenze selvagge e sensibilizzare il cittadino a richiedere un servizio di qualità. Infine, si prevede in futuro l’introduzione anche in Italia dei patti prematrimoniali e del varo di una normativa a tutela dei diritti delle coppie di fatto. Queste rivoluzioni del nostro diritto di famiglia saranno secondo Gassiani un banco di prova per molti legali che dovranno saper tutelare ancora meglio i diritti delle famiglie e delle persone in generale. «Urge inoltre la specializzazione dei magistrati e di tutte le figure professionali che a vario titolo si occupano di diritto di famiglia. Il sistema deve essere riqualificato in tutto il paese e lo Stato deve investire di più sul diritto di famiglia e non solo per la lotta alla criminalità organizzata e non», conclude l’avvocato che ricorda: «La materia familiare è pericolosa. Tra le mura domestiche ci sono più morti ammazzatiall’anno di quelli prodotti dalla Mafia. Dunque chi opera nel settore deve saperlo ed essere preparato, prudente e corretto, avvocato o magistrato che sia».

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