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Materie fiscali complesse, accertamenti al direttore

Il direttore provinciale delle Entrate deve essere coinvolto il più possibile in prima persona sulle verifiche di maggiore rilevanza. E, in ogni caso, la delega a un funzionario non fa venire meno la responsabilità del direttore, il quale mantiene la titolarità delle funzioni delegate. Ciò si traduce nel potere di supervisione, di sostituzione in caso di inerzia del delegato, fino ad arrivare all’annullamento in autotutela degli eventuali atti ritenuti illegittimi. A sottolinearlo è il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, nella lettera inviata nei giorni scorsi ai direttori provinciali (si veda ItaliaOggi del 6 maggio 2014). Oltre a ricordare il necessario obbligo di correttezza e fiducia reciproca con i contribuenti, evitando accanimenti formalistici, Befera ribadisce l’importanza della figura del direttore provinciale. In vista, soprattutto, del completamento a livello periferico dell’integrazione con l’Agenzia del territorio, che dovrebbe perfezionarsi entro il 2015. Il direttore provinciale è responsabile dell’organizzazione e dei risultati complessivi della struttura che guida: definisce gli obiettivi, distribuisce il lavoro, impartisce gli ordini di servizio, assume le decisioni inerenti alla gestione quotidiana. In questo contesto, Befera si sofferma sull’importanza del potere di delega «che riguarda soprattutto, ma non solo, la firma degli avvisi di accertamento». Il funzionario viene, così, a trovarsi nella medesima posizione del delegante. «Delegare non significa spogliarsi delle relative responsabilità», scrive Befera, «il monitoraggio dell’attività dei delegati e della correttezza delle posizioni da questi assunte è una vostra precisa prerogativa: l’operato del funzionario delegato è l’operato del direttore, perché l’accertamento (o qualsiasi altro atto) è emesso dalla direzione provinciale che voi rappresentate». Una raccomandazione che, secondo Befera, se messa in pratica sul territorio potrà contribuire a evitare casi di cattiva gestione delle pratiche «tali da determinare possibili riflessi negativi sull’immagine dell’Agenzia».

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