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Mastercard «controcorrente» Avanti col cripto

Valute digitali, codice Qr e biometria: per esempio, il riconoscimento facciale. Sono gli strumenti di pagamento digitale che si dovrebbero diffondere dopo il contactless. Si sono rivelati durante l’anno della pandemia che ha rivoluzionato gli acquisti e l’uso del denaro. Secondo il Mastercard New Payment Index datato 4 maggio (interviste online a 15 mila 569 consumatori rappresentativi della popolazione in 18 Paesi tra il 26 febbraio e il 10 marzo), il 93% dei consumatori intende valutare, il prossimo anno, l’uso di almeno un metodo emergente di pagamento digitale, come criptovaluta, biometria, Qr code, più il contactless, appunto. E quasi due intervistati su tre (il 63%) dicono di avere sperimentato con la pandemia un metodo di pagamento che non avrebbero usato in situazioni normali.

Catalizzatore della svolta è il sistema contactless, per pagare con la carta o con i dispositivi portatili senza contatto, a partire dai mezzi di trasporto. Mastercard, che a fine 2020 dichiarava 75 milioni di carte in Italia delle quali l’81% contactless (con una penetrazione del 75,6% sul totale delle transazioni), ha collaborato con i comuni di Milano, Roma, Firenze e tutta la Toscana, Torino, Bologna, Venezia. In settembre dovrebbe arrivare Napoli.

Ma anche la valuta digitale più stabile e controllata, quella emessa in futuro dalle banche centrali, potrebbe diventare uno strumento per fare la spesa. Il 77% dei Millennial ha detto, nella ricerca Mastercard, che vuole conoscerla meglio. E quattro consumatori intervistati su dieci non hanno escluso di usarla nel 2022. Proprio Mastercard ha lanciato in febbraio una carta prepagata con il Sand dollar, la criptovaluta emessa dalla Banca centrale delle Bahamas, uno dei primi esperimenti.

Non si tratta, insomma, né dei bitcoin né degli ethereum sui quali è scettica Christine Lagarde («Certamente non sono nel mio portafoglio», ha detto il 18 maggio la presidente della Bce, che ha avviato il progetto per l’euro digitale). Tanto più che il Bitcoin settimana scorsa è crollato sotto il doppio attacco di Elon Musk, fondatore della Tesla (ha detto di non volerlo più accettare per il pagamento delle auto) e della Cina (ha vietato di usarlo alle sue banche). La valuta digitale che verrà considerata per i pagamenti senza contanti, sottolinea Mastercard, è solo quella emessa dalle banche centrali.

«L’interesse per le criptovalute come metodo di pagamento è in crescita — dice Michele Centemero, country manager Italia di Mastercard —. Per noi è l’inizio di un percorso più ampio per allargare l’offerta a disposizione dei consumatori. Applichiamo nella selezione criteri come la stabilità della valuta, la conformità alle normative e la protezione dei consumatori. Perciò abilitiamo solo le valute digitali emesse dalle banche centrali, ad esempio quella di recente collocata dalla Banca centrale delle Bahamas, di cui abbiamo da poco annunciato l’accettazione, o gli stablecoin, emessi dal settore privato e garantiti dai depositi presso una banca commerciale. Non accettiamo le criptovalute fluttuanti, come i bitcoin, che traggono valore dalla domanda e dall’offerta».

Si vedrà. Di certo per ora i consumatori stanno premiando gli esercenti più digitalizzati. «Il 68% dei consumatori, nella nostra ricerca mondiale, ha dichiarato che preferisce fare acquisti da rivenditori che accettano metodi di pagamento innovativi — dice Centemero —. E un esercente su cinque, sui 5.600 intervistati, ha dichiarato di avere abilitato l’accettazione di nuovi strumenti come l’ecommerce e il contactless. Proprio con i piccoli esercenti abbiamo avviato un cammino importante, per supportarne la ripresa. Abbiamo portato per esempio la nostra tecnologia nelle botteghe storiche, nei borghi, abilitando i pagamenti digitali e nuovi punti di connessione per i consumatori». Il presupposto è la crescita dell’ecommerce che «l’anno scorso ha salvato la vita quotidiana di tutti — dice il manager —. Ha rappresentato un dollaro su cinque di spesa al dettaglio, nel mondo: era uno su sette l’anno prima. In Italia c’è stata una trasformazione, accelerata anche da Spid e piano cashless. C’è ancora tanto da fare, ma i cittadini ora sanno che la strada c’è».

Investimenti

Secondo Euromonitor, in Italia la quota dei pagamenti in contante si è ridotta nel 2020 di quattro punti toccando il 68%. È in questo scenario che Mastercard dichiara un aumento del 2% dei ricavi netti nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. «È un segnale di prima normalizzazione — dice Centemero — e un ritorno alla crescita dopo un anno difficile per la pandemia. Il digitale ha consentito stabilità alle economie, è la conferma della correttezza dei nostri investimenti. Negli ultimi dieci anni ci siamo concentrati nello sviluppo tecnologico su aree specifiche: sicurezza informatica, analisi dei dati e consulenza, intercettazione delle frodi, processing, fedeltà dei consumatori e servizi di marketing». Più le criptovalute: «Abbiamo investito sulla tecnologia per processare le valute stabili digitali, in alleanza con Stati, banche e fintech. Usiamo crittografia e blockchain».

Dietro tutto, c’è un ragionamento: favorire l’uso parallelo di più strumenti digitali per pagare. «Consumatori ed esercenti vanno messi in contatto indipendentemente dal modo in cui si svolge la transazione — dice Centemero —: carta, accesso al conto, Nfc, la blockchain quando sarà disponibile. Ognuno sceglierà il canale più veloce, in sicurezza.Si definirà così un nuovo paradigma caratterizzato dalla moltiplicazione dei canali e delle modalità di pagamento, a vantaggio di tutti».

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