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Massimo scoperto, debutta il tetto

di Giuseppe Di Vittorio 

Limiti inderogabili al massimo scoperto bancario, stop alla fantasia delle banche nell'addebitare importi e voci complementari, debutto della commissione di «istruttoria veloce» per il rosso sul conto corrente non autorizzato. Le novità sono tutte nella legge di conversione al decreto Monti sulla stabilità finanziaria. La commissione bilancio della Camera ha votato a maggioranza un emendamento proposto dal deputato della Lega Maurizio Fugatti. Adesso il nuovo massimo scoperto e la commissione di istruttoria veloce sono contenuti nell'articolo 6 bis della legge di conversione del decreto legge 201 del 6 dicembre 2011. La norma modifica il Testo Unico Bancario, introducendo l'articolo 117 bis dal titolo: remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti. Gli istituti di credito possono addebitare al cliente una commissione di massimo scoperto non superiore allo 0,5% a trimestre della somma messa a disposizione.

La commissione di massimo scoperto è un costo giustificato dalle banche per le procedura di messa a disposizione di alcuni fondi anche se poi non realmente utilizzati del tutto dal cliente. Oltre al tetto massimo la nuova norma introduce altri limiti. La commissione dev'essere calcolata in misura proporzionale alla somma messa a disposizione, alla durata dell'affidamento e al tasso debitore calcolato sugli importi realmente utilizzate. Le indicazioni sembrano scontate ma non lo sono perché molto spesso si era in presenza di commissioni molto arbitrarie. La norma introdotta mette, infatti, un freno alla fantasia delle banche, secondo le Associazioni dei Consumatori. «La commissione di massimo scoperto è l'unico onere che può essere addebitato al cliente connesso ai contratti di apertura di credito», ha spiegato Antonio Tanza, avvocato dell'Adusbef (Associazione degli utenti dei servizi bancari e finanziari). I clienti dei servizi bancari che possono utilizzare uno sconfinamento del conto bancario, nella sostanza quelli che possono andare in rosso, si sono visti fin qui addebitare strane commissioni: istruttoria urgente, scoperto di conto, onere per passaggio a altro trimestre, solo per fare qualche esempio. Il tutto nonostante già esistevano dei limiti al massimo scoperto.

La banca che ha concesso al cliente di utilizzare risorse maggiori rispetto alle disponibilità può ora fissare un solo onere a carico del cliente, la commissione di massimo scoperto. Più semplicemente sull'estratto del conto corrente ci dev'essere una sola voce di costo che remunera lo sconfinamento, omnicomprensiva. Lo sconfinamento è autorizzato quando il cliente ha concluso con la banca un contratto di apertura di credito in conto corrente ed è stato affidato. I contratti in questione prevedono chiaramente dei limiti all'importo utilizzabile.

Scoperti non autorizzati

La legge di stabilità finanziaria che converte il Decreto Monti introduce oltre alla commissione di massimo scoperto quella di istruttoria veloce. La commissione si applica se il cliente è andato in «rosso» senza l'autorizzazione della banca o oltre la somma che gli era stata affidata (consentita). Il legislatore ha stabilito dei limiti vincolanti anche per questa commissione, come il massimo scoperto. L'onere dev'essere anche in questo caso: unico e commisurato ai costi, al tasso debitore e all'ammontare dello sconfinamento. Più semplicemente sull'estratto di conto corrente ci dev'essere, anche in questo caso, una sola voce di costo che remunera lo sconfinamento. La commissione di istruttoria veloce non andrà però sempre pagata. Il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (Cicr), una specie di consiglio dei ministri ristretto ai dicasteri che si occupano di materie economiche, dovrà stabilire successivamente i casi in cui la commissione dev'essere riconosciuta alla banca. I criteri per individuare quando l'addebito sarà possibile sono legati all'entità dello sconfinamento e alla durata temporale. Quantità di denaro presa a prestito e tempo non potranno essere chiaramente irrisorie. Tutte le clausole in deroga alle disposizioni sono chiaramente nulle.

Le vecchie norme

Vanno in soffitta le vecchie norme. Il massimo scoperto pensato dall'ex ministro del Tesoro nel 2009 per essere applicato aveva bisogno di due requisiti: il rosso doveva durare più di un mese, il cliente, inoltre, doveva essere titolare di un'apertura di credito in conto corrente. Le banche come detto hanno però aggirato la norma cambiando il nome alla commissione.

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