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Massimi di maggio. Come investire ancora tra Piazza Affari e bond

Maggio è tradizionalmente un mese delicato per i mercati finanziari e per gli investitori. Lo certifica il celebre adagio britannico «sell in may and go away», vendi a maggio e scappa (dalla Borsa), un motto almeno in parte giustificato dall’esperienza empirica di una correzione delle quotazioni che generalmente prende corpo a metà primavera. Quest’anno il quadro è più complesso perché non soltanto Piazza Affari ha corso molto da gennaio a oggi (15% circa), mentre gli altri grandi listini globali registrano performance sostanzialmente piatte. Ma anche perché il mercato del reddito fisso, attualmente vicino ai sui suoi massimi storici — a parere dei fund manager — da adesso in avanti potrebbe registrare importanti correzioni. In realtà (vedi tabella a fianco), in molte categorie di bond ad alto rischio e di lunga scadenza — titoli decennali del Tesoro statunitense, obbligazioni in dollari high yield, emissioni governative dei Paesi emergenti —, nei 12 mesi trascorsi si sono registrate già adesso perdite che vanno dal 7 al 10%.
Che fare
Isola felice di risultati positivi, anche nel reddito fisso e non soltanto in Borsa, sono soprattutto le obbligazioni governative dei Paesi periferici dell’eurozona, in particolare i Btp italiani, che dalla fatidica data del 28 novembre 2011 — il Btp Day, quando il nostro debito pubblico appariva maggiormente sotto attacco della speculazione internazionale — hanno registrato un rendimento total return (cedola più guadagno in conto capitale) di circa il 40%.
La nostra analisi suggerisce una strategia originale per ridurre il rischio di possibili perdite se il mercato del reddito fisso dovesse volgere al brutto, vale a dire se a causa della ripresa economica dovessero aumentare i tassi di interesse a lungo termine dell’eurozona con le conseguenti perdite in conto capitale per i titoli già emessi. Vendere la metà del portafoglio di Btp acquistati negli anni passati per investire in Btp Italia e consolidare così i guadagni fin qui ottenuti potrebbe essere la soluzione vincente.
Ma gli specialisti, più che un tracollo del mercato del reddito fisso, si aspettano un forte abbassamento delle performance dei portafogli obbligazionari. E di conseguenza gli strategist di Adviseonly, un social network per risparmiatori e investitori, suggeriscono una strategia basata sulla diversificazioni in classi di obbligazioni a basso rischio e rendimento contenuto con qualche puntata sulle emissioni in dollari (articolo pagina a fianco) per puntare a un rendimento del 2-3%.
Piazza Affari, contrariamente alle indicazioni del motto «sell in may», potrebbe invece rimanere la scelta da privilegiare in ambito azionario. Secondo un sondaggio condotto da Swg per conto di CorrierEconomia, il 60% dei rispondenti è convinto che il listino milanese crescerà ancora e che di conseguenza sia meglio non vendere. Se questa aspettativa verrà confermata dai fatti, potrebbero essere i settori più ciclici, industriali, banche risparmio gestito, a ottenere i risultati migliori (vedi articolo sotto).
Scenario
Difficile dire se questo scenario verrà confermato, perché sui mercati incombono la minaccia di un aumento dei tassi Usa e le incertezze dell’economia cinese. Tuttavia in un report appena pubblicato, gli economisti del Credit Suisse affermano che «l’Europa resta la principale raccomandazione in campo azionario perché gli indicatori continuano a segnalare un miglioramento macroeconomico».
E Anja Hochberg, responsabile per gli investimenti dell’area europea del gruppo elvetico, conferma per i prossimi mesi «il giudizio outperform, andamento migliore della media, per quanto riguarda i listini dell’Italia e della Germania. Neutrale la valutazione sulla Francia, negativa sulla Spagna».

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