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A marzo raccolta positiva per 9 miliardi Patrimonio record a 2.446 miliardi

I fondi sono una presenza sempre più significativa nei portafogli delle famiglie italiane. A confermarlo sono i dati di marzo diffusi da Assogestioni, che assegnano a questi prodotti una raccolta netta positiva per 7,5 miliardi, il dato migliore dal giugno 2017. Si tratta di un risultato che ha portato il saldo complessivo dell’industria a sfiorare i 9 miliardi, oltre il triplo di quanto incassato a febbraio. Sale così a 23,5 miliardi il bilancio da inizio anno. In crescita anche il patrimonio, arrivato al nuovo record storico di 2.446 miliardi, dei quali il 50,3% in mano alle gestioni collettive e il restante 49,7 a quelle di portafoglio (la cui raccolta a marzo è stata positiva per 1,2 miliardi, spinta del buon andamento delle gestioni retail). Tra i fondi comuni che si sono distinti per l’andamento particolarmente positivo ci sono gli azionari che continuano a essere molto gettonati dagli investitori. E i 3 miliardi incassati a marzo lo confermano, anche se in maniera meno incisiva rispetto ai 3,9 di febbraio. Da segnalare inoltre il dato degli obbligazionari, che con 1,3 miliardi hanno decisamente compensato il deficit precedente (-237 milioni), e anche quello dei monetari passati da un passivo di 1,5 miliardi agli attuali 1,4. In crescita anche i bilanciati (1,8 miliardi), mentre si avvicinano al pareggio i flessibili (-30 milioni). Queste cifre dimostrano come i flussi si siano spalmati in maniera equilibrata su tutte le asset class, anche se da inizio anno sono gli azionari ad aver incassato di più (8,5 miliardi), seguiti dai bilanciati (4,6) e dagli obbligazionari (2 miliardi). Dal versante dei gruppi, Amundi ha ottenuto il dato migliore in assoluto incassando quasi 2 miliardi. Il secondo miglior risultato è stato ottenuto da Intesa Sanpaolo con una raccolta di 1,5 miliardi. In entrambi i casi il maggior contributo è arrivato dal collocamento dei fondi aperti. Ha puntato invece sui mandati istituzionali Poste che con 844 milioni si è piazzata al terzo posto. Mese particolarmente positivo anche per Jp Morgan (601 milioni), Azimut (522 milioni) e Bnp Paribas (506 milioni). Non è andata altrettanto bene, invece, a State Street Global Advisors (-227 milioni) Kairos Partners (-172 milioni) e Franklin Templeton (-163 milioni).

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