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«Marketing telefonico e crimini in Rete: privacy a rischio»

ROMA È stata intensa l’attività del Garante della Privacy nel 2015. I fenomeni di invasione nella sfera privata delle persone e delle aziende si allargano, si gonfiano, ogni strumento, dal telefono ai social, a Internet in generale viene ormai utilizzato in misura crescente per contattare eventuali consumatori o per aggredire e truffare. Quasi 5.000 quesiti, reclami e segnalazioni sono stati presi in esame dall’Autorità garante, moltissimi riguardanti il marketing telefonico, che risultano in aumento, ma anche il credito al consumo, la videosorveglianza, il credito, le assicurazioni e Internet. Poi ancora: giornalismo, sanità e servizi di assistenza sociale.

I provvedimenti collegiali adottati sono stati quasi 700 e il numero delle violazioni amministrative è quasi triplicato: 1.700, lo scorso anno, tanto che le sanzioni hanno fruttato circa 3 milioni e mezzo di euro. Preoccupante lo scenario descritto nella sua relazione annuale dal presidente dell’Autorità Garante della Privacy, Antonello Soro.

I crimini informatici ( cybercrime ), particolarmente allarmanti, sono aumentati del 30 per cento e sono particolarmente rilevanti nel settore delle imprese. «La criminalità informatica ha assunto dimensioni inquietanti — ha detto Soro -. Sono oggetto di minacce credenziali e identità digitali di milioni di utenti e naturalmente la superficie di attacco cui siamo esposti aumenta in proporzione alla mole dei dati disseminati nel web», e con una velocità «maggiore della nostra capacità di proteggerla».

Altro dato sensibile, spiega il Garante, quello della vulnerabilità dei dati sanitari che, dice, «rischia di determinare errori diagnostici o terapeutici, con conseguenze anche letali».

E se aumentano, con lo svilupparsi della tecnologia, gli strumenti telematici per truffare o comunque irrompere continuamente nella vita delle persone (sempre alto il livello di mail inviate a elenchi di posta elettronica), il vecchio strumento del telefono, il telemarketing, resta ancora tra i mezzi piu usati, attraverso i call center, operanti anche all’estero. Il fenomeno è in crescita, Soro parla addirittura di «incontenibile aggressività», di settore «selvaggio» che arriva «a compromettere seriamente la tranquillità individuale e familiare».

Il telefono che squilla di continuo per offerte di prodotti di tutti i tipi è diventato un incubo. A volte si ricevono fino a cinque, sei telefonate al giorno, e molte spesso lo strumento di difesa, attivo dal 2011, il Registro pubblico delle opposizioni, non funziona perché continuamente violato.

Istituito dal ministero per lo Sviluppo Economico, il Registro è operativo dal 31 gennaio 2011 e dovrebbe tutelare tutti quelli che si iscrivono e che chiedono di essere cancellati (di far cancellare il proprio numero telefonico, sia fisso sia mobile) dagli elenchi sui quali operano i call center. Iscriversi è facile e gratuito, e tuttavia non sempre si riesce a essere tutelati, tanto che Soro ha sollecitato «nuovi e più efficaci interventi normativi», e di «sancire una più chiara responsabilità» dei soggetti per conto dei quali viene effettuata la chiamata, anche in considerazione della consolidata «tendenza a subappaltare le attività, rendendo più difficili i dovuti controlli».

D’altra parte, aggiunge il Garante, per «preservare un settore produttivo, quale quello dei call center, oggi compromesso dal fenomeno del telemarketing selvaggio, è indispensabile un supplemento di correttezza da parte degli operatori economici, nonché una minore disinvoltura, da parte degli utenti, nel momento in cui manifestano il consenso all’uso dei propri dati».

Mariolina Iossa

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