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Marketing diretto più facile

L’attività promozionale costituisce un legittimo interesse dell’imprenditore, che deve comunque rispettare le norme a protezione dei dati (dall’informativa al diritto di opposizione degli interessati e alle misure di sicurezza). Il bilanciamento degli interessi è opera del regolamento europeo sulla protezione dei dati (n. 679/2016), entrato in vigore il 24 maggio 2016, ma operativo dal 25 maggio 2018.

Il regolamento fissa una nuova griglia di condizioni di legittimità del trattamento. Oltre al consenso e ai casi in cui il trattamento è direttamente previsto da una norma, il regolamento in esame prevede che il legittimo interesse del titolare del trattamento sia condizione sufficiente a giustificare il trattamento. Il regolamento non fornisce un elenco tassativo dei casi di legittimo interesse, anche se dà alcuni esempi. Tra questi casi è indicato il marketing diretto.

Per avere una indicazione sul concetto di legittimo interesse e altri esempi una fonte autorevole è il parere n. 6 del Gruppo europeo di Lavoro Privacy denominato «articolo 29».

Rispetto all’ordinamento italiano la novità del regolamento europeo riguarda in particolare il marketing postale e quello realizzato attraverso utenze non registrate negli elenchi (per queste ultime vale già il regime dell’opt out tramite il registro delle opposizioni).

Ma cerchiamo di approfondire l’argomento.

L’articolo 6 del regolamento europeo prevede che il trattamento dei dati è lecito, tra altre ipotesi, quando è necessario per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento o di terzi, a condizione che non prevalgano gli interessi o i diritti e le libertà fondamentali dell’interessato che richiedono la protezione dei dati personali, in particolare se l’interessato è un minore.

La norma è spiegata dal considerando n. 47 (premesso all’articolato).

Due le esemplificazioni delle premesse al regolamento: costituisce legittimo interesse trattare dati personali strettamente necessari a fini di prevenzione delle frodi; infine può essere considerato legittimo interesse trattare dati personali per finalità di marketing diretto.

Tuttavia l’esonero dal consenso non è un lasciapassare incondizionato. Il regolamento prevede, infatti, che, qualora i dati personali siano trattati per finalità di marketing diretto, l’interessato ha il diritto, in qualsiasi momento e gratuitamente, di opporsi a tale trattamento, sia con riguardo a quello iniziale o ulteriore, compresa la profilazione nella misura in cui sia connessa a tale marketing diretto.

Antonio Ciccia Messina

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