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Marchionne: “Svolta Fca in Europa non perde più effetto indotto: 7 mila posti”

L’Europa smetterà di essere la cenerentola del pianeta Fca: «Nel 2015 i conti delle attività europee saranno in pareggio e nel 2016 potranno andare in utile», annuncia Sergio Marchionne a Detroit. Per l’ad del Lingotto a far crescere i conti del Vecchio Continente «sarà il contributo della rete industriale italiana, oggi al servizio di un’azienda globale». E tra gli stabilimenti italiani sarà importante «il ruolo di Melfi» dove le mille assunzioni annunciate lunedì «avranno un effetto moltiplicatore». Secondo il manager potrebbero produrre nell’indotto addirittura 7.000 nuovi posti. Gli annunci di Detroit, uniti a un positivo rapporto di Barclays che prevede conti in miglioramento, fanno salire il titolo del Lingotto. Al Salone dell’auto nordamericano Marchionne incontra il governatore del Michigan e annuncia nuovi investimenti nel vicino Canada per la costruzione di un minivan. Poi si preoccupa di segnalare che la ricerca di un nuovo partner per Fca non sarà facile: «Dobbiamo trovare qualcuno che abbia voglia di investire tanto come abbiamo fatto noi». Ma è sull’Italia che si concentra l’attenzione dell’ad. L’annuncio del ritorno all’utile, il prossimo anno, delle attività europee del gruppo è ben di più di un semplice dato di bilancio. È l’annuncio di un possibile cambio di pesi interni al gruppo. Se davvero il rilancio dell’Alfa riuscirà a far tornare attivi tutti gli stabilimenti italiani, se dunque il Vecchio Continente tornerà a produrre utili e non solo a consumare quelli realizzati nelle due Americhe, allora anche la voce dell’Europa e dell’Italia nelle scelte strategiche di Fca potrà farsi sentire più forte.

Marchionne è convinto che sarà così: «Con gli investimenti fatti a Pomigliano, Grugliasco e Melfi ora la macchina comincia a girare. E più continuerà a girare più produrrà utili». Insomma, ammortizzati gli investimenti iniziali, ora anche la attività italiane stanno diventando un business. Complici alcuni fattori non secondari come il dollaro forte. Marchionne scherza: «Per me il cambio ideale euro-dollaro sarebbe uno a uno. Ma già oggi a 1,19, siamo a un punto molto migliore di pochi mesi fa». Per tirare fuori l’Europa dalle secche sarebbe necessario far uscire le economie dalla recessione. Ma il bazooka dell’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce non convince l’ad del Lingotto: «Quello è un colpo che puoi sparare una volta sola e per questo è molto rischioso». Prima di lasciare lo stand Fca Marchionne risponde a una domanda sulla corsa al Quirinale: «Draghi?
Sarebbe un’ottima scelta ma Mario non vuole farlo».
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