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Marchionne sceglie Bombassei

di Roberto Bagnoli

ROMA — L'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne si schiera con Alberto Bombassei nella corsa alla presidenza di Confindustria. Lo fa in modo netto, condizionando il rientro del Lingotto all'interno dell'associazione degli imprenditori alla vittoria dell'uomo della Brembo. «Il programma è certamente innovativo e votato al radicale cambiamento dell'associazione — scrive Marchionne in una nota —, noi ci riconosciamo in questo processo di rinnovamento che se dovesse essere completato, porrebbe le basi per un rientro della Fiat in Confindustria, il cui modo di operare attuato fino a oggi non basta più».
Il maggior gruppo privato del Paese è uscito dal sistema confindustriale a gennaio scorso per avere mano libera su un nuovo meccanismo di relazioni industriali. Nonostante questo, Marchionne riconosce «l'importanza che l'associazione potrà avere nel rilancio dell'economia italiana», e continua precisando che «la scelta del futuro presidente è quindi molto importante». «Giorgio Squinzi e Alberto Bombassei sono due persone per bene e due grandi industriali — scrive ancora il «numero uno» della Fiat —, su Squinzi non mi posso pronunciare perché non lo conosco personalmente, Bombassei invece lo conosco molto bene: è un imprenditore di assoluto valore che guida un'azienda che da anni fornisce prodotti d'eccellenza alla Fiat, alla Ferrari e da qualche tempo alla Chrysler; la Brembo è all'avanguardia tecnologica e con una forte vocazione internazionale».
Per il manager di Torino, Alberto Bombassei (entrato tra l'altro nel consiglio di amministrazione di Fiat Industrial) «è un uomo aperto al dialogo, all'innovazione e al cambiamento». Doti che, secondo Marchionne, «sarebbero molto utili a Confindustria che dovrà essere profondamente rinnovata per partecipare da protagonista alla modernizzazione del nostro Paese, in linea con le riforme che il governo Monti sta portando avanti». Bombassei ieri ha incassato anche l'appoggio di Andrea Merloni, presidente di Indesit Company, secondo il quale ci sono le condizioni perché l'imprenditore venga seguito «anche da Confindustria Marche.
In mattinata, da Firenze, dove si trovava per l'assemblea di Federmeccanica, Emma Marcegaglia si era spesa a favore di Confindustria come istituzione: «Malgrado la si critichi, è ancora forte e credibile, certamente la dobbiamo migliorare e dobbiamo fare di più, ma ricordatevi: non distruggiamo Confindustria, è l'unica casa che abbiamo e dobbiamo tenercela stretta, rafforzarla e volerle bene». Un appello condiviso dal presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, Jacopo Morelli, che invece si è detto «stupito» delle parole di Marchionne. Morelli ha difeso il concetto «di pari dignità tra imprese indipendentemente dal nome del futuro presidente». Probabilmente i giovani non esprimeranno una preferenza nella corsa alla presidenza.
Intanto Bombassei accelera la sua strategia mediatica partecipando stasera alla trasmissione «Otto e mezzo» di Lilli Gruber e preparando una seconda lettera agli associati confindustriali.
 

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