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Marchionne: Opel? Archiviata come Psa Guardiamo in Asia

«Nel 2008 eravamo interessati a una alleanza con Opel, era un progetto perfetto per quegli anni, riguarda il passato e non ha nessuna proiezione nel futuro, dove noi già siamo». Questa è la risposta, ferma e categorica, di Sergio Marchionne a tutte le illazioni fatte in questi ultimi giorni su un possibile interesse che Fiat avrebbe nuovamente manifestato nei confronti della filiale europea di General Motors. L’amministratore delegato di fatto smentisce anche le supposizioni che vorrebbero il Lingotto ancora attratto dai francesi di Peugeot-Citroen (Psa). Fiat-Chrysler è molto attenta a costruire collaborazioni e alleanze mirate a progetti specifici, con partner solidi, all’avanguardia nelle tecnologie di produzione, di ricerca e sviluppo.
Le strade già tracciate portano alla giapponese Suzuki, con cui Fiat ha instaurato, da tempo rapporti commerciali ed industriali e all’altra nipponica, Mazda, alleata con i torinesi per realizzare, su piattaforme comuni, modelli differentemente articolati, in primo luogo una spider.
Il passo che segnerà una svolta nella strategia immediata di Sergio Marchionne è la fusione di Fiat Industrial con la controllata Cnh che, come annunciato nel maggio scorso, sarà completata entro gennaio 2013. La data esatta verrà presumibilmente comunicata a fine ottobre, con i risultati del terzo trimestre. D’altra parte queste operazioni comportano un approfondito processo di controllo, affidato allo Special committee di Cnh, che valuta la congruità dei valori in gioco, sotto pena di infrazione penale per le leggi in vigore negli Stati Uniti. Il passo successivo non potrà essere che il definitivo matrimonio tra Fiat e Chrysler.
Oggi l’azienda italiana detiene il 61,8% di quella americana. In base al contratto siglato nel 2009, Fiat ha diritto, dal primo luglio 2012 e per quattro anni, di rilevare, ogni sei mesi, il 3,32 % del capitale di Chrysler dal fondo Veba, a un prezzo legato a un multiplo di mercato, non eccedente il multiplo di Fiat: una formula complessa che vede la prossima tranche nel gennaio 2013.
La volontà di salire al 100% di Chrysler, più volte espressa da Marchionne, potrebbe accelerare questo programma di acquisizione (il mancante 38,2%) con l’avviamento di una nuova trattativa e dare una prospettiva ancora migliore alla multinazionale. Acquisendo la totale libertà di decisione sul gruppo americano sarà molto più facile per Marchionne stabilire accordi aperti a tutte le possibili aree di collaborazione. Il crollo del mercato europeo ha rimesso in discussione i programmi di tutti i costruttori (i rivali di ieri si abbracciano per contrastare la crisi) da gestire in comune, in attesa di un rimbalzo significativo quando cambieranno le condizioni. Daimler, per esempio, è divenuta partner dell’alleanza Renault-Nissan: iniziata con modeste cooperazioni nel 2010, ora si è rafforzata e il presidente Dieter Zetsche ha annunciato che lavoreranno insieme per realizzare una nuova gamma di motori compatti e studiare componenti per lo sviluppo di auto a trazione elettrica. Per ridurre i costi, Renault sta valutando di costruire più del 70% della quarta generazione di Clio in Turchia. Volkswagen, pur confermando l’ambizione di vendere più auto dell’anno scorso, ha abbassato le previsioni di produzione, in Europa, di 140 mila unità.

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