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Marchionne: ogni marchio avrà una missione

«Ogni marchio del nostro gruppo ha una sua missione», precisa Sergio Marchionne a margine della presentazione della Jeep Renegade, il giorno dopo aver definito la staffetta alla presidenza della Ferrari. Il Cavallino si posizionerà al vertice di tutti i brand, il punto più alto della scala dei valori, perché la Ferrari è «qualcosa di unico a cui è necessario prestare molta attenzione». «Non sono disposto ad aspettare troppo tempo per vincere. Ho preso un impegno di fronte alla squadra — ha ricordato Marchionne — la Ferrari deve ritornare vincente in pista».
E’ determinante per la nuova Fca annoverare nel suo ventaglio brand di eccellenza, anche se non tutti relegati nell’area del lusso. Ferrari è la supercar. I conti relativi ai primi sei mesi del 2014 presentati ieri a Maranello hanno evidenziato un fatturato in crescita del 14,5% e un utile netto di 127,6 milioni di euro. Risultati mai ottenuti nella prima metà dell’anno, tanto da portare l’agenzia Fitch a rivedere l’outlook di Fiat Spa, rialzandolo da «negativo» a «stabile» e a confermare il rating a lungo termine BB-. La nuova valutazione è legata al fatto che il rating di Fiat dovrebbe sempre più riflettere il profilo di credito consolidato del gruppo (incluse le attività di Chrysler). Fitch ha promosso gli effetti positivi dell’integrazione con Chrysler, che dovrebbe apportare maggiori sinergie nel medio termine.
E’ sempre Marchionne a dichiarare che «il nostro gruppo per portare avanti i suoi progetti, tecnicamente, non ha bisogno di un aumento di capitale. Il terzo trimestre dovrebbe andare bene. Stiamo aspettando l’analisi di settembre, un mese estremamente importante. L’America va bene». Le vendite di Fca negli Stati Uniti hanno registrato un aumento del 14% (più 20% solo ad agosto). La Maserati è, invece, simbolo delle limousine di alto di gamma, in competizione con i costruttori tedeschi che hanno da sempre una rocca forte in quest’area redditizia. Nel 2015 arriverà il suv Levante, costruito a Mirafiori, che darà un’ulteriore angolazione agli orientamenti del marchio. L’Alfa Romeo rappresenterà quella nota giovane e sportiva, caratteristica della sua storia, nel rilancio di Fca in Europa, vetture premium, da vendere in ogni parte del mondo.
Alfredo Altavilla, responsabile della regione Emea di Fca, sottolinea che anche Lancia «nel segmento B si colloca di diritto tra le city car di lusso, coerente con la tradizione della Y degli ultimi 30anni». Fiat, invece, guarda alla funzionalità di utilizzo di un’auto. La vettura che sostituirà la Bravo punterà esclusivamente a questo. Mentre alcune varianti di 500, dalle caratteristiche prestigiose, possono essere considerate nell’alto di gamma. Per Jeep la nuova Renegade (le previsioni si orientano al superamento di 10mila vetture entro la fine dell’anno, in Europa) è assolutamente americana anche se costruita in Italia, a Melfi. «Jeep con Renegade, Grand Cherokee, Cherokee, Compass e Wrangler è il primo brand di suv a coprire tutti i segmenti del mercato- conferma Altavilla – grazie alla varietà di opzioni ha un’utenza potenziale vastissima, che passa dal lusso alla ruvidità sportiva».
La giornata poteva solo concludersi con l’annuncio che Fiat Investments, che a conclusione della fusione transfrontalieria assumerà la denominazione sociale di Fca (Fiat Chrysler Automobiles), ha depositato la domanda di ammissione alla quotazione a Piazza Affari.

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