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Marchionne-Montezemolo accordo per il divorzio con “l’onore delle armi”

Due comunicati emessi in contemporanea per annunciare quello che vorrebbe essere un divorzio consensuale. Da Torino e Maranello arriverà oggi il sigillo formale che chiude l’epoca di Luca di Montezemolo alla Ferrari e alla Fiat. Per Montezemolo il Cavallino «è l’esperienza professionale più importante», ciò «che ho amato di più, subito dopo la mia famiglia». Da Marchionne arriva «il riconoscimento a Luca per quel che ha dato in questi lunghi anni alla Fiat e alla Ferrari». E’ l’uscita di scena chiesta da Torino, e ormai inevitabile dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato del Lingotto domenica a Cernobbio. E’ l’onore delle armi chiesto da Montezemolo perché anche nei momenti difficili i toni fanno la sostanza e non si chiude un capitolo durato 23 anni con una pubblica reprimenda sulla classifica delle monoposto al termine di un gran premio.

La separazione consensuale è l’esito principale dell’incontro di ieri pomeriggio a Maranello, nella sala riunioni della palazzina direzionale della Scuderia. Un faccia a faccia non breve con Montezemolo intenzionato a chiedere una via d’uscita onorevole in cambio delle dimissioni. In alternativa, si ragionava ieri mattina a Maranello, non restava che la strada della chiusura d’imperio del rapporto da parte di Torino con tutte le conseguenze di immagine e legali che questa conclusione avrebbe comportato. Al termine è prevalsa la scelta della conclusione concordata: Montezemolo si dimette e il Lingotto apprezza i suoi 23 anni di lavoro nel gruppo.
Domani pomeriggio, a Maranello, il passaggio di consegne tra il Presidente uscente e Marchionne dovrebbe essere ratificato dal consiglio di amministrazione. Una decisione che non dovrebbe essere assolutamente in discussione anche se sarebbe utile convincere a votarla i consiglieri indipendenti del Cavallino, come il manager di Apple Eduardo Humberto Cue. Ma soprattutto Marchionne dovrà convincere i tifosi di Maranello.
Ieri sera un sondaggio on line di Repubblica. itattribuiva il 70 per cento di preferenze a Montezemolo e solo il 30 all’ad del Lingotto. Nella nuova governance, oltre a Marchionne, arriveranno altri amministratori di Fca mentre è stato escluso un incarico non operativo a Lapo Elkann, ipotesi circolata con insistenza. Nel faccia a faccia di ieri Marchionne si sarebbe mostrato preoccupato di chiudere la partita in tempi brevi per evitare che la polemica finisca per pesare sullo sbarco di Fca a Wall Street. Quanto alla buonuscita di Montezemolo, alcuni calcoli parlano di un assegno di 14 milioni (pagati in 20 anni), altre voci ipotizzano una cifra molto più alta.
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