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Marchionne in Usa chiude contratto Fca “Adesso nuova fase”

 Una partita doppia sulla Gm. Nella notte americana è arrivato l’accordo tra Sergio Marchionne e il sindacato dell’auto Uaw per il rinnovo del contratto Fca che servirà da modello anche per Gm e Ford. Questa mattina a Francoforte, nello stand della Opel, 16.500 dipendenti in Germania, Angela Merkel incontrerà Mary Barra, ceo di Gm fermamente intenzionata a respingere l’offerta di Marchionne per fondere le due società. Il cerchio si chiude perché il sindacato con cui Marchionne ha siglato l’accordo sul contratto è anche il principale azionista di Gm attraverso il fondo sanitario Veba che detiene l’8 per cento delle azioni. E proprio la riduzione delle spese sanitarie a carico del fondo è uno dei punti cardine dell’intesa raggiunta dall’ad del Lingotto con Dennis Williams, numero uno di Uaw.
Per tutte queste ragioni ciò che sta accadendo in queste ore tra Francoforte e Detroit potrebbe rappresentare un passaggio decisivo nella battaglia per il controllo della più grande casa automobilistica americana. I toni della conferenza stampa congiunta di Marchionne e Williams sono stati molto particolari. «Il rapporto tra me e Sergio è davvero unico », ha esordito Williams spiegando che nei tre giorni della stretta finale «abbiamo parlato di filosofia, di economia, di processi di ingegnerizzazione e di un sacco di cose, ciò che è davvero inusuale in una trattativa». Anche per Marchionne «questa è stata una trattativa importante ». L’ad ha voluto ricordare che la rinascita di Chrysler «ha portato nelle casse del fondo Veba oltre 11 miliardi di dollari», l’equivalente del prezzo pagato da Fca per rilevare il pacchetto di azioni del sindacato. Marchionne non lo ha esplicitato ma è evidente che una simile operazione si potrebbe ripetere con il pacchetto di Gm posseduto da Veba. E’ infatti a quel bersaglio, a quello della fusione con Gm, che ormai pensa il manager del Lingotto: «Sono contento di aver concluso questo lavoro – ha detto rispondendo ai giornalisti – Ora mi posso dedicare a un’altra avventura interessante».
In conferenza stampa nessuno ha voluto chiarire i dettagli dell’accordo. Che prevede il graduale superamento della differenza tra le paghe ridotte dei neoassunti (circa 19 dollari l’ora) rispetto ai vecchi dipendenti (28 dollari). E ipotizza un’azione di contenimento dei costi sanitari a carico del fondo Veba. In una lettera ai dipendenti americani del gruppo Marchionne ha sostenuto che l’intesa «rappresenta un passo in avanti».
Il feeling tra Uaw e Marchionne potrebbe essere un campanello d’allarme per Mary Barra che oggi incontra Merkel a Francoforte. Perché proprio al salone tedesco la ceo di Gm aveva garantito che «abbiamo forti azionisti che ci sostengono nella scelta di non accogliere la proposta di Fca». Fca non ha certo la disponibilità finanziaria per scalare Gm ma potrebbe convincere un gruppo di azionisti a premere su Barra, quello che in una recente intervista americana Marchionne ha definito «l’abbraccio dell’orso». Il ceo di Gm potrebbe però trovare questa mattina un’alleata in Merkel. Potrebbe tentare di convincerla, come fecero con successo i sindacati tedeschi nel 2009, che con l’arrivo di Marchionne sarebbero stati tagliati posti di lavoro in Germania Sul versante europeo è venuta ieri la conferma che i piani di Maserati dovranno essere aggiornati: «A causa dello slittamento della produzuone del Levante – ha detto Harald Wester ques’ann l’obiettivo delle 50 mila auto vendute che contiamo di centrare nel 2016».
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