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Marchionne: Borsa esagerata «Quartier generale a Londra»

«Il mercato ha reagito in eccesso» ai numeri di Fiat-Chrysler: così l’amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, ha commentato ieri sera la discesa del titolo Fiat dopo la presentazione del piano 2014-2018 del gruppo. «Il titolo era andato su del 40%» ha osservato, spiegando che aveva messo in conto una correzione, ma non di queste dimensioni (oltre l’11 per cento mercoledì e altro mezzo punto ieri). Marchionne, che ieri ha comprato azioni Fiat per un milione di euro, come ha fatto anche il presidente John Elkann, per dimostrare la sua fiducia in un rilancio finanziario, oltre che produttivo del gruppo, riapre anche alla possibilità di un aumento di capitale: «La reazione di Borsa e il finanziamento dell’azienda sono due cose diverse. Vediamo rafforzata la nostra convinzione che emettere capitale adesso non sarebbe una buona idea» ha spiegato l’amministratore delegato che però, poi, ha confermato l’intenzione di quotare il gruppo a Wall Street nell’ultimo trimestre di quest’anno aggiungendo che un eventuale aumento di capitale verrà deciso solo dopo che Fca sarà nel listino dello Stock Exchange. Poi un annuncio: il quartier generale di Fca sarà a Londra. «Lo deve essere, il consiglio di amministrazione si incontrerà là – ha affermato – è chiaro che le funzioni esecutive del consiglio e il mio ufficio devono operare da Londra dove, come sapete, c’è il domicilio fiscale». Ciò non significa, ha precisato, «che lascio le mie responsabilità operative negli Stati Uniti. Siamo in grado di fare più cose contemporaneamente: le facciamo ovunque». La nuova sortita di Marchionne è arrivata alla fine della presentazione dei conti e del piano di Cnh, la società alla quale fanno capo tutti i mezzi industriali, commerciali e agricoli del gruppo: quasi 12 miliardi di dollari di investimenti e una crescita moderata dei volumi di produzione (38 miliardi di dollari di vendite al 2018 rispetto ai 32 dell’anno scorso), mentre i profitti alla fine del quinquennio (2,2 miliardi di dollari) dovrebbero risultare quasi triplicati. Se Fiat e Chrysler lanciano ai concorrenti una sfida audace (temeraria secondo gli analisti), Cnh, dunque, si muove con più cautela. Gli obiettivi sono stati illustrati dall’amministratore delegato di questa società e dai capi delle varie aree di Cnh: consolidamento della presenza nei settori delle macchine per l’agricoltura e di quelle per le costruzioni (soprattutto i marchi New Holland e Case) dove il gruppo già occupa posizioni di leadership o co-leadership mondiale, e rilancio dei camion e dei furgoni Iveco. Gli operatori restano freddi sul piano del gruppo automobilistico: ieri Fiat ha chiuso a 7,4 euro (-0,53%). In lieve flessione anche Cnh (-0,36%) ma qui la storia è parzialmente diversa. Anche il gruppo dei veicoli industriali ha pagato un prezzo per la presentazione, assieme al piano quinquennale, di risultati del primo trimestre non entusiasmanti: fatturato stabile rispetto allo scorso anno (7,5 miliardi di dollari) mentre l’utile netto, 101 milioni di dollari, è inferiore a quello dello stesso periodo 2013 (151 milioni).

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