Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Marchionne apre in Serbia «Paese affidabile per Fiat»

Dalla Jeep del 1953 alla nuova 500L, destinata a diventare «una delle nuove bandiere internazionali della Fiat», per dirla con Sergio Marchionne. L’amministratore delegato del Lingotto, inaugurando ieri lo stabilimento serbo di Kragujevac finora impegnato nell’assemblaggio delle Punto Classic (dopo aver visto uscire dalle sue catene di montaggio le versioni «povere» con il marchio Zastava delle 600, delle 128 e delle 125 Fiat destinate ai Paesi dell’Est), ha voluto puntualizzare che il nuovo insediamento non rappresenta solo «il punto di arrivo di oltre tre anni di intenso lavoro», ma è soprattutto «l’inizio di un nuovo ciclo e di una nuova vita per questo impianto».
Così, a coronamento di un piano investimenti di 1 miliardo di euro (250 milioni coperti dal governo serbo, 350 dalla Fiat e 400 da un finanziamento della Bei), è diventato realtà il nuovo sito produttivo, «un complesso industriale all’avanguardia», che si trova a circa 150 chilometri a sud di Belgrado, con una capacità fino a 200 mila auto a regime, e in grado di assicurare entro fine anno, in termini occupazionali, 2.400 posti di lavoro nella fabbrica a cui se ne sommeranno altri 1.000 tra i fornitori alimentati dall’indotto.
Per la Serbia, che sconta una sorta di black out nella storia e nella tecnologia lungo più di 20 anni, l’arrivo di nuovi investimenti esteri è la grande occasione di riscatto. E la Fiat rappresenta l’immagine simbolo di questa possibile rinascita. Ma insieme alla Fiat si sta muovendo tutto l’indotto auto. E non solo. Dopo che il governo di Belgrado ha messo sul piatto una serie di incentivi, dagli sgravi fiscali alla possibilità di operare in zone franche, si è infatti scatenato un grande interesse che ha contagiato anche imprenditori del tessile, dell’abbigliamento, delle calzature, dell’arredamento e dell’agroalimentare.
L’avvio della produzione della 500L a Kragujevac, che per inciso fino a due anni fa era destinata a Mirafiori, ha tra l’altro proprio l’obiettivo di attirare nuovi investimenti. Una curiosità: sulla facciata dello stabilimento serbo c’è la stessa scritta che campeggia sulla facciata di Pomigliano: «Noi siamo quello che facciamo» (Mi smo ono sto stvaramo, in serbo).
«La decisione di investire in Serbia — ha detto Marchionne — è un chiaro riconoscimento della capacità e dell’affidabilità di questo Paese. Il nostro obiettivo non era solo quello di rendere l’impianto più moderno. Volevamo anche trasformare questo luogo in un vero e proprio polo industriale, capace di attirare nuovi investimenti. Per questo, nel progetto, abbiamo previsto di creare un nuovo parco in cui insediare i nostri fornitori».
Il debutto della 500L è avvenuto in anteprima mondiale al Salone di Ginevra del marzo scorso e alla presenza del presidente della Repubblica serbo, Boris Tadic. La produzione comincerà a fine maggio: la previsione è di costruirne fino a 300 mila all’anno. «Inizierà ad essere commercializzata dal prossimo autunno — ha precisato l’amministratore delegato del Lingotto — ed è destinata a essere esportata in tutta Europa e anche Oltreoceano». Marchionne ha poi aggiunto: «Abbiamo sviluppato un prodotto nuovo e unico per il mercato; abbiamo creato nuovi posti di lavoro e nuove opportunità per la città di Kragujevac e ora siamo pronti ad affrontare il futuro».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa