Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Marchionne al lavoro sul convertendo. La Fiom: Letta ci convochi entro gennaio

MILANO — A Detroit, Sergio Marchionne e John Elkann preparano la prima uscita post accordo con Veba: lunedì, al Salone dell’auto, esordio della «nuova» Fiat-Chrysler con qualche dettaglio in più (forse) sulla road map cui l’amministratore delegato sta intanto lavorando. Ossia piano industriale 2014-2017, prestito convertendo intorno a 1,5 miliardi di euro per rafforzare il patrimonio e rassicurare così anche le agenzie di rating, fusione, offerta pubblica e quotazione a Wall Street. A Roma, nelle stesse ore, Maurizio Landini preparava l’incontro di oggi tra la Fiom e i vertici sindacali del Lingotto. Incontro «separato, di nuovo, perché al tavolo principale (quello del rinnovo del contratto, in calendario lunedì e martedì con Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Quadri) «le altre organizzazioni non vogliono» i metalmeccanici Cgil. Non fino a che non riconosceranno gli accordi di gruppo. Il che lascia intravvedere una nuova battaglia, questa volta almeno ufficialmente più con le altre sigle che con l’azienda: Landini aveva già accusato i «cugini» di comportamento antisindacale, adesso torna a chiedere a tutti di «ristabilire normali relazioni». E ripete: «Non escludiamo nulla, né in ambito sindacale né giudiziario».
Più ancora, però, il segretario Fiom chiama in causa Enrico Letta. «Intervenga direttamente per capire come, quando, dove verranno fatti gli investimenti». Landini in realtà sa bene come la pensi il premier sui rapporti tra governo e gruppi privati: difficilmente «statalizzerà» la questione. Sa pure che gli investimenti che sollecita, Marchionne ed Elkann li hanno già garantiti: riguarderanno anche Cassino, unico stabilimento italiano ancora senza una mission produttiva, e saranno presentati nei particolari (cifre, impianti, modelli, tempi) con la prima trimestrale 2014. Aprile. Quando tra l’altro sarà chiara la tabella di marcia della fusione, operazione chiave nei progetti di sviluppo industriale Fiat-Chrysler.
Aprile però, per il segretario Fiom, «è tardi». Letta dovrebbe intervenire subito, «a gennaio», convocando «un tavolo per capire quali scelte vanno fatte affinché l’Italia resti un Paese industriale». Quasi certo che non accadrà. Le risposte Marchionne le darà, ma da sedi aziendali e mano a mano che i tanti tasselli ancora da sistemare andranno al loro posto. I primi dettagli veri verranno così dal consiglio di fine gennaio (29 o 30, al termine l’incontro ormai tradizionale con Cisl, Uil, Fismic, Ugl e, presumibilmente, questa volta anche con la Cgil). Il board potrebbe già chiarire, per esempio, i tempi della fusione (possibile entro l’estate). O dar forma al convertendo su cui si interroga il mercato (dove ieri, sulla scia del downgrade ventilato da Moody’s, il titolo ha perso l’1,5%). Non una parola dal Lingotto, ma il ragionamento potrebbe essere il seguente: se, per salire al 100% Chrysler, Fiat spenderà 1,26 miliardi di euro, un primo rafforzamento patrimoniale intorno a quella cifra sarebbe sufficiente a tranquillizzare anche le agenzie di rating. Il convertendo (destinato a banche internazionali e/o a investitori istituzionali) risponderebbe perfettamente allo scopo. Senza bisogno, almeno fino all’Ipo, di bussare agli azionisti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa