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Marchionne a Ginevra: bond Ferrari da 500 milioni

«I mercati sono ancora nervosi – ha detto Sergio Marchionne, sempre più mattiniero, alla sua seconda giornata al salone dell’auto di Ginevra — si stia ristabilendo un certo ordine nelle valutazioni e questo aiuta». Inutile fare previsioni sull’andamento del titolo di Fca in Borsa, anche se «di sicuro l’azienda sta bene – ha precisato il manager — e confermiamo tutti gli obiettivi che ci siamo dati».
Fca ieri ha guadagnato l’1,57%, sfiorando i 7 euro. Mediobanca Securities ha confermato sul titolo la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 10 euro dopo un meeting avuto con il management del gruppo. Gli analisti hanno aggiunto che «il tono degli incontri è stato positivo, in un clima tranquillo e fiducioso sullo sviluppo dei mercati». Identico atteggiamento dimostrato da Marchionne anche non ha nascosto di essere, nello stesso tempo, preoccupato di tutto, dai margini della Panda alle ripercussioni che possono esserci per lo scandalo del dieselgate che ha colpito tutto il settore, lasciando come conseguenze nuove norme, più restrittive, per le emissioni. «Siamo incoraggiati dai progressi che la nostra società ha fatto — ha sottolineato — sono contento, in linea generale, mai soddisfatto». Anche la crescita che Fca ha avuto nel mercato italiano in febbraio, un bel più 32,2% non è sufficiente «non sono soddisfatto neppure in America dove stiamo crescendo da 71 mesi di fila».
Considerazioni che non hanno scalfito la giornata di martedì «in cui si è vista la capacità della nostra azienda di lanciare una serie di prodotti che ci consentono di riposizionarci bene in Europa». Il suv Levante di Maserati ha ricevuto consensi da operatori e concorrenti. Stessi giudizi per l’Alfa Romeo Giulia e per la famiglia della Fiat Tipo. Marchionne ha confermato l’emissione, a breve, di un bond Ferrari di 500 milioni di euro, sottolineando che «nel 2019 dovremmo arrivare a zero debito». Ciliegina sulla torta è arrivata anche la dichiarazione di Niki Lauda, mai troppo tenero con la scuderia di Maranello, che invece ieri ha ammesso che «la Ferrari può essere una minaccia per la Mercedes».

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