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Marchi, onere della prova ribaltato

Nelle cause di decadenza di un marchio, l’onere della prova del suo non utilizzo non cadrà più su chi ha presentato domanda. È una delle novità contenute nello schema di decreto legislativo, finalizzato ad attuare la direttiva europea 2015/2436 sul ravvicinamento delle legislazioni degli stati in materia dei marchi di impresa, ieri sera in consiglio dei ministri. Decreto che, una volta approvato, introdurrà numerose modifiche al Codice italiano di proprietà industriale (si veda ItaliaOggi del 17 novembre scorso).La bozza di dlgs non prevede più che per depositare un marchio sia necessaria la sua riproduzione grafica, il che facilita il deposito di marchi non tradizionali (come marchi olfattivi o marchi di luci). Ma soprattutto vi si prevede che nelle cause di decadenza di marchio l’onere della prova di non uso del marchio non incomba su chi ha svolto la relativa domanda.

Sarà sufficiente domandare o eccepire la decadenza per non uso di un marchio perché sia il titolare a dover dimostrare un uso congruo del marchio.

Nel menu del Cdm anche: un dlgs in esame preliminare su «Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento Ue 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio»; uno schema di dlgs di «Attuazione della delega di cui all’articolo 7, commi 1 e 3, della legge 25 ottobre 2017, n. 163, per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (Ue) 2016/426 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE»; un decreto legislativo sempre in esame preliminare con «Norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (Ue) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/Ue e del regolamento (Ue) n. 596/2014, nonché di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (Ue) 2015/2365 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, sulla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del riutilizzo e che modifica il Regolamento (Ue) n. 648/2012»; un altro dlgs, questo al via definitivo, su «Attuazione della direttiva (Ue) 2016/2370 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, che modifica la direttiva 2012/34/Ue per quanto riguarda l’apertura del mercato dei servizi di trasporto nazionale di passeggeri per ferrovia e la governance dell’infrastruttura ferroviaria; un dpr al vaglio preliminare di «Attuazione della delega di cui all’articolo 7, commi 4 e 5, della legge 25 ottobre 2017, n. 163, per l’adeguamento della normativa regolamentare nazionale alle disposizioni del regolamento (Ue) 2016/426 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE».

Giovanni Galli

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