Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Marchi, agevolate anche le spese di promozione

Nel regime Patent box rilevano, ai fini del calcolo dell’agevolazione per i marchi, le attività di presentazione, comunicazione e promozione che accrescano il carattere distintivo e/o la rinomanza dell’immateriale. Lo schema di decreto, alla firma dei ministri competenti individua in tal senso i costi di mantenimento, accrescimento e sviluppo di un marchio. La previsione del provvedimento è piuttosto “ampia”: in dottrina si contrappongono due posizioni. La prima ritiene che tra le spese rilevanti debbano essere considerate solo le attività preparatorie, gli studi e le indagini di mercato; la seconda ricomprende fra le stesse anche la fase successiva delle campagne pubblicitarie e le altre spese destinate a promuovere il marchio. La scelta del decreto opera nel senso più favorevole alle imprese includendo, quindi, anche il trade marketing, la pubblicità istituzionale e il marketing strategico. Quello legato ai marchi è un aspetto particolarmente delicato del regime Patent box italiano, in quanto non allineato alle raccomandazioni Ocse che espressamente li escludono dal contesto degli immateriali qualificati. Occorrerà quindi sfruttare, tramite immediata opzione per il regime, la “finestra temporale” che sarà concessa per i regimi Patent box considerati già esistenti. 
Con riferimento all’intera categoria di beni immateriali qualificati, la norma primaria prevede, quale unico requisito, che essi siano “giuridicamente tutelabili”. Il riferimento alla potenziale protezione giuridica dovrebbe, in linea di principio, far ricomprendere nell’ambito del beneficio non solo i beni immateriali registrati o in corso di registrazione ma anche tutte quelle ipotesi in cui l’intangibile non è registrato per scelta dell’impresa. Lo sviluppo dei lavori in sede Ocse non depone a favore di tale impostazione ponendo l’accento, in modo particolare, sulla necessità che l’asset sia registrato o, comunque, oggetto di un processo di certificazione; in questo senso, lo schema di decreto limita l’agevolazione ai marchi registrati o in corso di registrazione e fra le opere dell’ingegno include esclusivamente il software protetto da copyright. Il decreto conferma che i costi che devono essere posti al numeratore (costi qualificati) e al denominatore (costi complessivi) del rapporto rilevante ai fini del calcolo dell’agevolazione sono in realtà coincidenti quanto a natura, ma possono differenziarsi nel quantum poiché le spese derivanti da outsourcing a società del gruppo e quelle di acquisizione del bene immateriale (anche royalties) sono incluse al numeratore in misura pari al 30% degli altri costi qualificati e al denominatore per intero. Ne deriva che se le spese con riconoscimento parziale (costi di acquisizione e spese di ricerca infragruppo) sono pari o inferiori al 30% delle spese pienamente riconosciute (spese “qualificate”), il beneficio sarà pieno; qualora, invece, tali spese dovessero eccedere il limite anzidetto, vi sarà una riduzione proporzionale del beneficio via via crescente all’aumentare di dette spese rispetto alle altre. I costi per l’outsourcing rilevano integralmente fra quelli qualificati quando l’esternalizzazione è affidata direttamente a soggetti terzi indipendenti ma anche quando è una consociata che affida a terzi l’attività e poi riaddebita il costo alle altre società del gruppo. Aspetto rilevante del decreto riguarda i chiarimenti sui costi retrospettivi. Previste due regole:
la regola generale secondo la quale i costi da includere nel rapporto sono quelli sostenuti nel periodo interessato e in tutti i precedenti periodi di imposta e vanno assunti distintamente per ciascun bene;
la regola transitoria in base alla quale per il primo periodo d’imposta di efficacia delle disposizioni e per i due successivi, i costi sono quelli sostenuti nel periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione dei redditi e nei tre periodi d’imposta precedenti e sono assunti complessivamente. In sostanza, nella fase iniziale di applicazione delle disposizioni, al fine di consentire alle imprese di approntare adeguati sistemi di tracking and tracing dei costi e dei ricavi legati ai singoli Ip, è stato previsto che le imprese determinino il coefficiente sulla base di una media mobile quadriennale che considera i costi qualificati e i costi complessivi come grandezze aggregate, senza distinzione per Ip.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa