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Marcegaglia: «Unità ritrovata»

L’ha scritto sul computer, e poi la frase è apparsa sullo schermo, dietro il tavolo della giunta: «Viva la Confindustria unita». Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, l’ha raccontato uscendo da viale dell’Astronomia, dopo il voto di ieri mattina della giunta su squadra e programma del presidente designato, Giorgio Squinzi. «Confindustria si è rinsaldata, non ho dubbi, tutto procederà come previsto».
Anche Emma Marcegaglia, che tra un mese lascerà il testimone a Squinzi, è uscita soddisfatta: «Si è ritrovata un’unità significativa, anche il dibattito è stato bello, tutti hanno fatto appello all’unità». L’altro ieri sera la presidente di Confindustria aveva fatto un appello all’unità della confederazione: «Continuo ad essere ottimista e speranzosa che alla fine non prevarranno le richieste dei singoli, ma la logica dell’unità, le spaccature non aiutano Confindustria». E il voto di ieri, con 102 sì a programma e squadra di Squinzi (22 gli astenuti, 21 i contrari), l’hanno rassicurata: «Mi sembra che il processo continui molto più forte e solido».
Del resto anche da Alberto Bombassei, che nella giunta del 22 marzo aveva perso la sfida con Squinzi, con 82 voti contro 93, sono arrivati messaggi distensivi: «Non c’è nessuna spaccatura, Confindustria non ha mai perso la sua compattezza. C’erano due competitori, ma dalla volta scorsa, chi ha vinto ha vinto e sarà lui il presidente», ha detto il vice presidente per i rapporti sindacali e presidente della Brembo.
Dopo la giunta di marzo, Bombassei e i suoi sostenitori hanno dato vita ad «Impresa al centro». Ma è lo stesso Bombassei a spiegare che «non è nata nessuna corrente, in Confindustria non ci sono mai state. Si tratta di un gruppo di pensiero che voleva dare il suo contributo e lo ha fatto». Quindi «non va considerato come un antagonista, una corrente o una spaccatura. Siamo tutti impegnati a dare una mano». Quanto alla squadra, «è da vedere all’opera. I nomi li conosco tutti».
Durante la giunta, ci sono stati interventi a favore dell’unità. E, all’uscita, i commenti sono stati distensivi: «Auguri al presidente Squinzi, nella speranza che Confindustria possa ritrovare presto l’unità e che emerga sempre di più», è stata la dichiarazione di Luca Cordero di Montezemolo. Anche l’amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, parla di «idee diverse» più che di spaccature: «Il voto dimostra che la spaccatura è ricomposta, anche se più che di spaccatura bisognerebbe parlare di idee diverse e legittime in un momento di difficoltà». Dal Veneto soddisfazione per l’ingresso nella squadra del vicentino Stefano Dolcetta, vice presidente di Federmeccanica, alle relazioni sindacali e di Andrea Bolla, presidente Confindustria Verona, alla guida del Comitato tecnico per il fisco.
«Quando agisce in modo unitario e coeso è in grado di ottenere importanti risultati», ha detto il past president di Confindustria Vicenza, Roberto Zuccato, in una nota congiunta con il nuovo presidente, Giuseppe Zigliotto. «Squinzi ha saputo ascoltare la nostra proposta di sostenere le Pmi manifatturiere, in un programma che ci vedrà tutti impegnati», è stato il commento di Alessandro Vardanega, presidente industriali di Treviso, mentre Massimo Pavin, Confindustria Padova, afferma: «Confindustria non è più un salotto ovattato, si discute, ed è un bene, e poi si compatta» e Luigi Brugnaro, presidente di Confindustria Venezia: «Confindustria oggi è più forte, con un Veneto compatto».
È piaciuto il programma a Mario Moretti Polegato, imprenditore calzaturiero (Geox), in particolare per l’impegno sull’internazionalizzazione. E Gianfranco Carbonato, presidente degli industriali di Torino, ha fatto gli auguri a Squinzi, «perché possa svolgere un mandato dedicato al rilancio dell’economia e dell’industria».

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