Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Maratona sull’Unione bancaria

Il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde ha colto l’occasione di un intervento davanti al Parlamento europeo per fare pressione sui Paesi dell’Unione Europea perché trovino rapidamente un accordo sulla nascita di un meccanismo unico di gestione delle crisi bancarie. L’appello è giunto mentre i ministri delle Finanze erano riuniti ieri sera qui a Bruxelles nel tentativo disperato di trovare un accordo almeno di principio su un pilastro cruciale dell’unione bancaria.
«So che vi sono molte cose complicate da prendere in conto, ma noi sosteniamo, esortiamo, supplichiamo perché venga alla luce un sistema efficace, giusto e il più prevedibile possibile», ha detto la signora Lagarde. Non è la prima volta che l’Fmi interviene nelle discussioni a livello europeo e mentre i 28 tentano disperatamente di rafforzare l’assetto istituzionale dell’Unione. Alla fine del 2014 dovrebbe entrare a regime la vigilanza unica in capo alla Banca centrale europea.
Nel frattempo, i 28 stanno lavorando su un altro cruciale pilastro, il meccanismo unico di gestione delle crisi bancarie (si veda Il Sole/24 Ore del 30 novembre scorso). Nelle trattative di ieri sera all’Ecofin passi avanti sono stati compiuti per quanto riguarda il sistema di governo del nuovo organismo. Perduranti difficoltà c’erano invece a proposito del fondo da associare al meccanismo unico e indispensabile per finanziare eventuali ristrutturazioni o fallimenti bancari.
La proposta della Commissione prevede che le decisioni sul futuro di un istituto di credito in crisi vengano prese da un consiglio di risoluzione composto dalla Bce e dalle autorità nazionali coinvolte nella gestione della crisi bancaria. Per lungo tempo, la Germania ha rifiutato questa soluzione.
Anche perché nel diritto tedesco la scelta finale sulla chiusura di una banca è in mani politiche, Berlino si è opposta, appoggiata dalla Slovacchia e dalla Finlandia, proponendo che la decisione sia del Consiglio.
Negli ultimi giorni, il governo federale ha ammorbidito la sua posizione, pronto ad accettare che sia il consiglio di risoluzione a prendere la decisione purché la Commissione non possa che farla propria. Un altro aspetto riguarda il campo d’applicazione del nuovo assetto unico di gestione delle crisi bancarie. La Germania crede che questo debba occuparsi solo delle 130 banche vigilate direttamente dalla Bce. Altri Paesi credono che tutti gli istituti dovrebbero essere presi in considerazione.
Sembra deciso che il fondo verrà creato sulla base dell’articolo 114 dei Trattati, ma la sua dotazione finanziaria sarà basata su un accordo intergovernativo. In ogni caso, la Germania vuole evitare una mutualizzazione dei rischi, proibita dai Trattati. «Alla fine di un periodo transitorio ci sarà un fondo unico», ha detto il rappresentante della Bce Jörg Asmussen. Bisogna però intendersi sull’aggettivo: federale o confederale, ossia compartimentalizzato in quote nazionali?
Mentre la Germania chiede che il contributo dipenda dal rischio delle banche nazionali, la Francia vorrebbe un regime unico. Ieri sera i ministri stavano ancora discutendo su come gestire la fase transitoria, quando il fondo non sarà ancora a regime. Si dibatte se utilizzare il meccanismo europeo di stabilità (Esm). Pur di salvaguardare i contribuenti, la Germania vorrebbe anticipare al 2015 regole previste nel 2018 sul contributo degli azionisti e degli obbligazionisti alla ristrutturazione di una banca.
Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha spiegato ieri ai suoi colleghi che l’Italia «è pronta a discutere della questione (…) se vi è in cambio un fondo unico di risoluzione e paracaduti finanziari già in essere». Le trattative sono delicate perché le banche sono la cinghia di trasmissione tra l’economia e la politica. Anche il meccanismo di gestione delle crisi bancarie, come la vigilanza unica, presuppone una impopolare cessione di sovranità. L’obiettivo dell’Ecofin è trovare un accordo entro la fine dell’anno per poter consentire al Parlamento europeo di approvare il pacchetto prima della fine della legislatura.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la gara per la conquista di Cedacri, società specializzata nel software per le banch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il Monte dei Paschi di Siena ha avviato ieri un collocamento rapido di azioni, pari al 2,1% del capi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il giorno dopo il lancio dell’Opa da parte di Crédit Agricole Italia, il Creval valuta le possibi...

Oggi sulla stampa