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Manutenzione agli inquilini, parti elettriche al proprietario

Illuminazione comune, citofoni, allarmi e strumenti di video sorveglianza allestiti a spese del proprietario di casa. Non, però, la manutenzione, che grava sulle spalle dell’affittuario. E lo stipendio del portiere (così come l’indennità sostitutiva dell’alloggio e la cura ordinaria della guardiola), va suddiviso tra chi dà l’immobile in locazione (che ne versa il 10%) e chi lo prende (il restante 90%). Arriva il «lifting», a 15 anni dalla precedente versione della tabella che specifica l’esatta ripartizione di oneri e accessori fra chi possiede un’abitazione e chi ne diventa inquilino. A realizzare il documento, le parti in causa datoriali e sindacali, ossia la Confedilizia e le sigle Sunia, Sicet e Uniat, consapevoli della necessità di aggiornare lo schema ai frutti dell’innovazione tecnologica, quali, per esempio, il cablaggio dei condomini, i sistemi di controllo video e le antenne satellitari.

Partendo dall’ascensore, si precisa che la manutenzione ordinaria e le piccole riparazioni spettano al conduttore, così come il consumo di energia elettrica per la forza motrice e l’illuminazione, le ispezioni ed i collaudi, ma a saldare per l’installazione e la manutenzione straordinaria degli impianti e l’adeguamento alle nuove disposizioni di legge dev’essere il locatore. Quanto all’autoclave (la pompa che fa arrivare l’acqua nei bagni e nelle cucine), collocarla e, eventualmente, sostituirla del tutto, o in parte, insieme alle imposte e alle tasse di impianto è a carico di chi possiede il bene immobile, mentre la manutenzione ordinaria, la forza motrice, il ricarico della pressione del serbatoio, le ispezioni, i collaudi e la lettura dei contatori sono costi in capo all’affittuario.

Il medesimo principio (installazione sostenuta finanziariamente dal proprietario, manutenzione ordinaria che spetta all’inquilino) vige, poi, per le luci comuni, suonerie, allarmi, citofoni e meccanismi di video sorveglianza, così come per le strutture sportive, laddove le quote per gli addetti, il consumo di acqua per la pulizia e depurazione, l’acquisto di materiale per la manutenzione ordinaria toccano al conduttore.

«È stata decisa», commenta Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, «una rigorosa delimitazione degli ambiti di spesa» e per le voci non previste si rinvia «alle norme di legge e agli usi locali». «Obiettivo comune», dicono i sindacati, «è ridurre il contenzioso e la morosità, visto che il 30% degli inquilini paga in ritardo».

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