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In manovrina Alitalia e trasporto locale

Tagli alla spesa, trasporto pubblico locale, split payment, trivelle e giochi. Sono i capitoli della manovra correttiva dove si sono concentrate le ultime limature dei tecnici del Governo, al lavoro fino a ieri per “perfezionare” il testo, che, varato dal Consiglio dei ministri dieci giorni fa (l’11 aprile), non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Ieri sera il Mef considerava il decreto “chiuso” in tutti i suoi aspetti. Implicita la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato. L’articolato, nella sua versione rivista, sarà oggi sulla scrivania del Capo dello Stato, al quale, dopo il consueto, attento esame, spetta il compito di apporre il proprio visto e dare l’ok per il passaggio in Gazzetta e la trasmissione del provvedimento alle Camere; dove, in ogni caso, approderà in ritardo rispetto al termine (la giornata di ieri) indicata dal ministro Pier Carlo Padoan nella sua ultima audizione al Senato.
L’ultima delle lunga serie di versioni (68 articoli) contiene la norma “pro-Alitalia” (si veda anche l’articolo a pag. 19), che autorizza il ministero dell’Economia a deliberare, anche in più soluzioni, un aumento del capitale sociale di Invitalia, per un massimo di 300 milioni nel 2017, in forma di garanzia pubblica. Sempre l’ultima versione in circolazione ieri apre al matrimonio tra Anas e Fs con l’impegno di aumentare gli investimenti del 10 % l’anno nel biennio 2017-2018 e mantiene in vita la maxi-multa di 200 per chi viaggia senza ticket sugli autobus. Norma inserita all’interno di un capitolo più articolato che ripesca la riforma “Madia” del trasporto pubblico locale con l’introduzione dei costi standard e gli incentivi per le gare. Resta nel testo anche la norma che cancella retroattivamente Ici, Imu e Tasi sulle trivelle. Norma contro cui ieri si sono scagliati i parlamentari del Pd e di Mdp.
Confermate, come anticipato dal Sole 24 Ore, le misure per la costruzione di grandi impianti sportivi, stadi in primis, a cominciare da quello dell’As Roma, e il decollo dal 1° giugno delle nuove regole sulla cedolare per gli affitti brevi delle case vacanza (AirbBnb) anche attraverso piattaforme online. Sempre come anticipato dalle pagine di questo giornale, il contributo del ritocco delle accise sui tabacchi sarà di 83 milioni quest’anno e 125 milioni nel 2018 e una rimodulazione della cosiddetta Visco-Sud andrà a integrare il pacchetto di tagli alla spesa. Per sostenere la crescita ci sono i correttivi sui Piani di risparmio individuali (Pir), le correzioni al Transfer pricing e la stretta sull’Aiuto alla crescita economica (Ace).
Confermata la stangata sui giochi. In tre anni dal mercato del gaming dovranno arrivare maggiori entrate per oltre un miliardo. E questo con il raddoppio dal prossimo 1° ottobre della tassa sulla fortuna (dal 6 al 12% sulle vincite sopra i 500 euro di Gratta e Vinci, Superenalotto e Vlt), e con l’aumento della ritenuta dal 6 all’8% delle ritenute sulle vincite del Lotto. Stretta fiscale anche sulle macchinette con l’aumento del prelievo erariale dal 17,5 al 19% sulle New slot e dal 5,5 al 6% delle Videolotteries. Salta invece la norma da 800 milioni in due anni che autorizzava la prosecuzione della concessione del Gratta e Vinci in scadenza nel 2019.
Tornando alla tabella di marcia del maxi-decreto, considerando lo stop del lavori per il ponte del 25 aprile, i parlamentari dovrebbero cominciare a esaminare davvero il testo non prima di mercoledì 26, ovvero 15 giorni dopo il via libera del Consiglio dei ministri. Nella stessa giornata le Aule di Camera e Senato saranno chiamate a votare la risoluzione sull’ultimo Def.
Nella «Congiuntura flash» del Centro studi di Confindustria si legge che «l’economia italiana rimane sul percorso di lento e altalenante recupero intrapreso all’inizio del 2015». Il CsC registra come la produzione industriale debole rallenti il Pil ma fa anche notare che gli indicatori qualitativi sono molto migliorati e suggeriscono che sia in atto un’accelerazione.
Le ultime limature al testo della manovra correttiva pari a 0,2 punti di Pil, chiesta da Bruxelles, hanno interessato in primis il versante dei tagli con un calibratura dei contributi in versione semi-lineare, ai vari ministeri. Ma uno dei capitoli del maxi decreto omnibus (68 articoli), già denominato la nuova Finanziaria di Primavera, ad essere monitorato con attenzione è stato quello fiscale, chiamato a garantire la gran parte dei 3,4 miliardi della correzione richiesta dalla Ue. Tra le ipotesi di ritocco valutate fino all’ultimo ci sono la cancellazione della norma che estenderebbe il meccanismo anti-evasione Iva ai professiosisti che operano con la pubblica amministrazione e le partecipate, confermata comunque nell’ultima bozza circolata ieri sera.

Marco Mobili
Marco Rogari
Gianni Trovati

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