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Manovra, verso il primo sì della Ue

ROMA La prima lettura del disegno di legge di Stabilità a Bruxelles pare non avere alimentato particolari riserve. Per ora non c’è ufficialità, ma l’esito delle valutazioni iniziali, da parte della commissione Europa sulla manovra italiana, lascia presagire che non ci saranno bocciature imputabili a «violazioni» dei vincoli nella politica di bilancio. Fonti interne alla commissione segnalano un clima positivo nei confronti del disegno di legge approvato giovedì scorso, tanto più alla luce di un giudizio complessivo sull’Italia più favorevole rispetto agli anni scorsi. Un contesto che aiuta, pur dovendo fare i conti con le riserve, per esempio, sulla richiesta del governo Renzi di spuntare ulteriore flessibilità sul deficit per un valore pari a 0,2 punti (circa 3,3 miliardi di euro), in virtù delle spese sostenute per fare fronte all’emergenza immigrazione. Un altro nodo riguarda l’eliminazione di Tasi e Imu sulla prima casa. Il principio suggerito, da sempre, a Bruxelles vuole che la tassazione sia trasferita sul patrimonio, alleggerendo così il carico fiscale sul lavoro. Una dinamica che, seppure non adottata dalla legge di Stabilità, non dovrebbe impedire il via libera alla finanziaria: poiché il rapporto tra deficit e prodotto interno lordo resterebbe comunque sotto la soglia del 3%. Gli uffici della direzione affari economici di Bruxelles stanno passando al vaglio le coperture, i tagli e i tempi di aggiustamento del bilancio. Un punto quest’ultimo che andrà letto anche in base alle previsioni economiche comunicate il prossimo 5 novembre. In attesa del giudizio definitivo (previsto per la fine del mese di novembre) in sede Ue, a ricordare l’andamento del negoziato è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. «La trattativa con Bruxelles è un processo continuo, vale per la legge di Stabilità e per il piano nazionale di bilancio che verrà valutato a novembre», spiega il titolare di Via XX Settembre, che aggiunge: «questo non vuol dire che le opinioni del governo e dei commissari siano assolutamente identiche». Durante il suo intervento a un convegno sulla previdenza Padoan tiene a ripetere: «Ci sono chiari vincoli di bilancio, ma il vero problema è usare bene i soldi disponibili e nel contesto attuale l’Italia è un buon Paese dove fare investimenti a lungo termine». Un’indicazione che va letta ricordando l’intenzione del governo di agevolare gli investimenti del risparmio gestito e della casse di previdenza sul mercato domestico. Sul fronte delle entrate, per le slot machine non sarebbe prevista nessuna nuova licenza, ma verrebbero messe a gara molte di quelle attualmente in vigore: Obiettivo: incassare 500 milioni.

In merito alla legge di Stabilità, il cui testo dovrebbe essere trasmesso oggi al Quirinale, Padoan torna a evidenziare l’univocità di alcuni segnali: «L’economia italiana si sta muovendo e tutte le variabili vanno nella stessa direzione, l’intenzione del governo è sostenere e irrobustire la ripresa». «Stanno arrivando segnali di ripresa. Undici mesi fa non mi sarei mai aspettato segni così chiari». E sulla cancellazione di Tasi e Imu, il premier Renzi è tranchant nel liquidare la fronda interna: «Non è una novità: c’è ormai una parte del Pd che, come direbbe Totò, si oppone a prescindere». «Renzi vuol convincerci – risponde Roberto Speranza – che togliere la tassa su castelli è una battaglia storica del Pd? Sarà più facile vendere la Fontana di Trevi…a proposito di Totó ».
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