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Manovra, tre miliardi per le famiglie

I sì sono 298; i no 125; gli astenuti 8. Ieri sera poco prima delle 9, la Camera ha approvato il disegno di legge di Bilancio. Un via libera che arriva in corsa, il 27 dicembre, con lo spettro dell’esercizio provvisorio in attesa dell’approvazione definitiva da parte del Senato, dove oggi il ddl comincerà il suo brevissimo iter per arrivare in Aula entro il 30. Una corsa contro il tempo da record per una manovra economica da 229 articoli e oltre 500 pagine del valore di 40 miliardi di euro. Un ritardo e una corsa all’ultimo minuto molto contestati dalle opposizioni ma anche da membri della maggioranza come i renziani di Italia Viva che attaccano il governo e parlano di «camicia di forza cui siamo stati costretti».

Ma in tempo di emergenza pandemica l’ok arriva comunque e il presidente Roberto Fico ringrazia per la «collaborazione tra tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e opposizione: è stato fatto un lavoro significativo e approfondito che conferma il ruolo trasformatore del Parlamento, spero che lo stesso atteggiamento possa proseguire nei prossimi mesi».

E così ecco il pacchetto lavoro che se da un lato conferma il blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo, dall’altro prevede sgravi fiscali per l’assunzione di lavoratori fino ai 35 anni, sgravi che aumentano in caso di assunzioni fatte al Sud e zero contributi per chi assume donne disoccupate o del Sud. Ci sono 5 miliardi di euro per la cassa integrazione Covid e gli autonomi che hanno registrato perdite potranno avere un assegno mensile simile alla cig. Archiviata per ora la patrimoniale. Per le imprese, confermati Fondi di garanzia e decontribuzioni per chi investe al Sud, ma anche esenzioni fiscali e crediti d’imposta. Con l’assegno unico famigliare, vengono poste le basi per il «Family Act», disegno di legge delega fermo al Senato che metterà ordine tra tutte le risorse destinate alla famiglia che dal prossimo luglio confluiranno nell’assegno mensile per ogni figlio a carico: per il 2021 per la famiglia ci sono 3 miliardi, che diventeranno 5 nel 2022.

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