Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Manovra, ritocchi per 4,9 miliardi: 3,2 alla maggioranza

Una puntata da 3,2 miliardi. È quella arrivata dalla maggioranza alla roulette di Montecitorio nella caotica partita sui ritocchi alla manovra. Ma anche il piatto dell’opposizione si è presentato tutt’altro che vuoto, con fiches da oltre 1,5 miliardi, poco meno di un terzo del jackpot da quasi 4,9 miliardi messo sul tavolo dal governo per il restyling alla legge di bilancio. Che sta continuando la sua corsa contro il tempo al Senato per spuntare il via libera finale possibilmente entro il 30 dicembre ed evitare così di arrivare al 31 a un passo dal capodanno con l’esercizio provvisorio.

Una vera pioggia di miliardi in correttivi e modifiche, insomma, alimentata da gran parte degli 800 milioni appostati nella struttura originaria del disegno di legge per le modifiche, ma soprattutto da quello in partenza che era stato concepito come il serbatoio per i Ristori 2021 con una dote di 3,8 miliardi. Che si è però subito rivelata superata dall’annuncio del governo del ricorso a un nuovo scostamento da almeno 20 miliardi a inizio 2021 per garantire a vasto raggio gli indennizzi a imprese e categorie messe in ginocchio dalla crisi. E così questo flusso di risorse è stato convogliato su interventi invocati a gran voce dai gruppi parlamentari, come ad esempio il fondo da un miliardo per la decontribuzione degli autonomi o lo stop alla sugar tax. Un flusso che in corsa si è anche ingrossato con le maggiori entrare garantite da alcune modifiche, a partire da quelle sul tabacco riscaldato, arrivando a sfiorare i 5 miliardi.

Le fetta più cospicua del cosiddetto “fondone” in versione irrobustita è stata assorbita dai ritocchi targati Pd (oltre 1,8 miliardi). Ma quasi a ruota non troviamo un’altra forza di maggioranza bensì la Lega con modifiche per quasi 1,18 miliardi, di un soffio davanti al Movimento Cinque stelle (1,17 miliardi). Arrivano a poco meno di 230 milioni i correttivi targati Fratelli d’Italia, riconducibili al “fondone”, mentre quelli di Italia viva superano di poco i 146 milioni, restando su valori simili a quelli di Forza Italia (138,5 milioni). Chiudono il gruppo Misto con 100 milioni e Leu con quasi 72. A questo groviglio di emendamenti vanno anche aggiunti quelli per complessivi 20 milioni a firma dei relatori alla Camera Marialuisa Faro (M5S) e Stefano Fassina (Leu).

A concorrere al vasto restyling sono stati anche alcuni ritocchi del Governo. Primo fra tutti quello con cui sono stati spostati più di 2 miliardi di aiuti europei collegati al Next generation Eu dalla decontribuzione al Sud a varie voci tra cui i bonus assunzioni di giovani e donne, il piano vaccini e il fondo di garanzia delle Pmi. Una riscrittura di vari capitoli della legge di bilancio portata a termine di fatto in poche sedute alla Camera e senza la possibilità di rivisitazioni da parte del Senato, dove il testo è arrivato “blindato” fuori tempo massimo. Una prova “forzata” di monocameralismo che ha fatto storcere il naso a molti nell’opposizione ma anche nella maggioranza. «È tecnicamente uno scandalo che il Senato abbia 48 ore per la legge di Bilancio», ha detto Matteo Renzi garantendo comunque il voto di Italia viva.

A lamentarsi sono anche i Centri di assistenza fiscale con la Consulta nazionale dei Caf che si rivolge direttamente al governo e al presidente dell’Inps, Pasquale Tridico per segnalare come la legge di bilancio abbia «completamente omesso il tema delle risorse» per le loro strutture, che “resteranno così sprovviste, anche nel 2021, di sufficienti coperture finanziarie per erogare fondamentali servizi di assistenza fiscale ai cittadini». Come, ad esempio, le dichiarazioni Isee a partire da prossimo gennaio.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ancora un semestre di transizione per il gruppo Enel. La società leader del settore energia - nonc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo un anno di trattative Unicredit, con accelerazione da pochi attesa, irrompe verso l’acquisiz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A un certo punto della trattativa a un ministro dei 5 Stelle scappa detto che «qui crolla tutto»....

Oggi sulla stampa