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Manovra, l’Europa si aspetta modifiche

Il secondo round è fissato per martedì prossimo. La polemica sulle stime di crescita dell’Italia nel 2017 prevede un appello l’11 ottobre, con una nuova audizione del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato. A precederlo ci sarà l’intervento dell’Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb), ossia l’Autorità indipendente sui conti pubblici, che all’indomani della presentazione della nota di aggiornamento del Def non ha validato le cifre dell’esecutivo. Vale ricordare che Palazzo Chigi indica per il 2017 un aumento della ricchezza pari all’1%. Non a caso, il premier Matteo Renzi interviene su Facebook e scrive: «Mentre gli esperti discutono io vado ad incontrare una decina di aziende piccole e grandi, cioè chi il Pil lo produce non chi lo analizza». A puntare gli occhi sulla nota del Def è anche la commissione Ue che lascia intendere di aspettarsi delle correzioni alle cifre contenute nel Documento di Economia e Finanza. «Molto può ancora cambiare» suggerisce una fonte da Bruxelles. Se i numeri rimanessero invariati, la commissione non potrebbe fare a meno di rilevare una significativa deviazione rispetto a quanto concordato in precedenza con il governo di Roma.

Tornando all’Italia la frizione tra Padoan e l’Upb sulle stime del Pil si è consumata anche per la mancata comunicazione da parte dell’esecutivo del dettaglio delle misure e del relativo impatto sul tasso di crescita. Un mezzo corto circuito che oggi dovrebbe essere sanato dal ministero dell’Economia con l’invio alle commissioni Bilancio di Montecitorio delle specifiche per valutare più approfonditamente il quadro programmatico. Agevolando, presumibilmente, il riallineamento tra le stime del governo e l’analisi dell’Upb, con tanto di validazione da parte dell’organismo presieduto da Giuseppe Pisauro. Nell’attesa Padoan rivendica il lavoro svolto. «I numeri che produciamo sono basati su valutazioni attente degli impatti, non su fantasie né su aspettative irrealizzabili: sono aspettative realizzabili», specifica. Durante il suo intervento al convegno “Obbligati a Crescere”, organizzato da Il Messaggero , Padoan, ha ricordato che l’emissione del nuovo Btp a 50 anni «è stato accolto positivamente dai mercati. Lo prendo come un segno di fiducia nel medio e lungo termine».

Un segnale che però è costretto a convivere con prospettive di breve termine meno rosee. A ricordarlo è la nota mensile dell’Istat, indicando che i dati sull’economia italiana mostrano uno scenario di persistente debolezza dei livelli di attività economica e la fiducia in calo dei consumatori nel mese di settembre.

Andrea Ducci

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