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Manovra, il governo porrà la fiducia. Via libera alle deleghe

di Lorenzo Fuccaro

ROMA — «Se necessario» il governo porrà la fiducia sulla manovra salva-Italia che sarà approvata in prima lettura a Montecitorio entro la settimana. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri riunito ieri per approvare anche le deleghe che il premier Mario Monti aveva già conferito a ministri senza portafoglio Enzo Moavero Milanesi (Politiche comunitarie), Piero Gnudi (Turismo), Fabrizio Barca (Coesione territoriale), Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento), Filippo Patroni Griffi (Pubblica amministrazione) e Andrea Riccardi (Cooperazione internazionale e integrazione) nonché ulteriori incarichi ai ministri dell'Istruzione e del Welfare, Profumo e Fornero.
Riccardi gestirà le questioni legate alla famiglia, alle adozioni, al servizio civile, al servizio antidiscriminazione e alle tossicodipendenze. Inoltre a Profumo è stata assegnata l'innovazione tecnologica mentre alla Fornero sono andate le pari opportunità. Nel comunicato di Palazzo Chigi si sottolinea che «in considerazione della particolare delega conferita al sottosegretario Mario Ciaccia (si occupa di infrastrutture e trasporti ndr) è stato attribuito l'incarico di viceministro».
Ieri Monti, affiancato da Piero Giarda, Vittorio Grilli e Antonio Catricalà, ha proseguito il suo giro di orizzonte per raccogliere indicazioni, incontrando alla Camera i rappresentanti dei gruppi parlamentari che sostengono il governo, unitamente ai relatori della manovra, Pier Paolo Baretta (Pd) e Maurizio Leo (Pdl). I componenti dell'esecutivo hanno visto Dario Franceschini (Pd), Massimo Corsaro e Luigi Casero del Pdl e successivamente la delegazione del Terzo polo: Benedetto Della Vedova (Fli), Gianluca Galletti (Udc) e Bruno Tabacci (Api).
In questo contesto si sono tenuti altri incontri. C'è stato il rendez vous tra il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e Cgil, Cisl, Uil. I sindacati lo hanno sollecitato a insistere «sulla concertazione» sulla manovra e sulle altre misure. E Bersani ha garantito che si sarebbe impegnato al riguardo.
L'obiettivo delle consultazioni governative è stato la messa a punto di un maxi emendamento per rendere «digeribile» l'intera manovra, che sta provocando forti tensioni nei partiti e nella società. Angelino Alfano (Pdl) ha argomentato, per esempio, che «sulle pensioni d'oro si poteva osare di più. Il contributo del 15% è anche troppo timido, potevamo decidere il 20-25%. Anche per i manager di Stato stiamo proponendo un tetto».
Alla fine di questi contatti Monti e i ministri hanno presentato una serie di modifiche, discusse e a loro volta ritoccate nel corso dell'esame compiuto dalle commissioni Bilancio e Finanze, riunite in seduta congiunta.
In materia di liberalizzazioni c'è da registrare la soddisfazione delle associazione dei taxisti che sarebbero stati esclusi da ogni intervento (in tarda serata però sembrava che la cosa non fosse così certa) e mentre invece le farmacie minacciano la serrata, già dal prossimo lunedì, se si consentirà anche alle parafarmacie e alla grande distribuzione organizzata di vendere medicinali con ricetta non rimborsati dal Servizio sanitario nazionale.
 

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