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Manovra da 10 miliardi Stop all’aumento Iva, duello sui tagli alla sanità

Completo stop all’aumento nel 2013 dell’Iva, rifinanziamento della detassazione del salario di produttività e avvio della “fase 2” della spending review. Con nuovi tagli su Regioni, enti locali, pubblico impiego e sanità, oltre che sui ministeri. Ha già una fisionomia abbastanza definita la legge di stabilità per il 2013. Che, a meno di sorprese dell’ultima ora, dovrebbe avere un impatto per almeno 9-10 miliardi. Il provvedimento oggi sarà illustrato nelle sue linee guida dal Governo alle parti sociali e, subito dopo, sarà varato dal Consiglio dei ministri. Ma il testo fa già discutere. Soprattutto l’ipotesi di nuovi tagli alla sanità ha creato nuove tensioni tra Governo, Regioni e sindacati e all’interno dello stesso esecutivo, con il secco “no” del ministro della Salute, Renato Balduzzi.
Tra le opzioni sul tavolo dei tecnici del ministero dell’Economia, che hanno lavorato fino a tarda notte al testo, c’è anche un intervento sul Fondo sanitario nazionale, con l’inasprimento del metodo Consip per le forniture, introducendo il criterio del prezzo di riferimento alle condizioni di migliore efficienza e facendo salire l’asticella del taglio già previsto sui contratti d’appalto dal 5 al 10%. Un’operazione che a seconda di come verrebbe modulata potrebbe garantire una minor spesa tra i 600 milioni e gli 1,5 miliardi.
«Con altri tagli il sistema non sopravvive», fanno subito sapere le Regioni. E anche i sindacati, Cgil in testa, si augurano che le indiscrezioni su pubblico impiego e sanità siano infondate. Contro una nuova stretta scende in campo anche Balduzzi: «Qualcuno forse ci sta lavorando, io no», dice il ministro. Che aggiunge: «Mi batterò» per evitare i tagli. La questione sarà affrontata questo pomeriggio al Consiglio dei ministri così come quella di una prima fase di riordino delle agevolazioni fiscali per completare la dote da 9-10 miliardi (ma si potrebbe anche salire a 11-12 miliardi) necessaria per evitare del tutto l’aumento dell’Iva nel 2013 (6,5 miliardi) e far fronte alle cosiddette spese “indifferibili” (3-3,2 miliardi). A cominciare da quelle legate ai fondi per la ricostruzione delle zone terremotate dell’Emilia Romagna(almeno 2 miliardi). Il Governo non vorrebbe, almeno per ora, far leva sul parziale riordino delle agevolazioni fiscali perché questa operazione comporterebbe il rischio di un leggero aumento della pressione fiscale che sarebbe anche in contrasto con l’obiettivo di eliminare la clausola di salvaguardia per il pareggio di bilancio nel 2013 relativa all’aumento di due punti delle aliquote Iva del 10 e del 21 per cento. «Faremo di tutto» per evitare l’aumento dell’Iva, ha detto a Lussemburgo il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, dichiarandosi «piuttosto fiducioso» sulla possibilità di centrare l’obiettivo.
Oltre alla stretta su regioni ed enti locali e sanità, la legge di stabilità dovrebbe prevedere nuovi interventi sui ministeri e sul pubblico impiego in raccordo con la fase 2 del piano Bondi. In arrivo anche il rifinanziamento della detassazione del salario di produttività e alcune misure collegate al piano Giavazzi, sugli incentivi alle imprese, e al piano Amato sul finanziamento ai sindacati. Attesa una decisione definitiva sul Ponte sullo Stretto e possibili anche interventi per rimuove alcune agevolazioni di cui gode Ryanair sul versante aeroportuale.

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