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Manipolazioni sui cambi, arriva la stretta dei regolatori

Una piattaforma centralizzata e globale per cercare di cancellare le pesanti ombre che oscurano le operazioni sui cambi. L’idea messa a punto dal Financial stability board di Basilea, presieduto dal governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, deve ora trovare una consistenza pratica, uscendo dal campo delle ipotesi. È significativo però che il board abbia pensato a un meccanismo che riduce fortemente la discrezionalità di banche e banchieri per evitare che lo scambio di informazioni prima del fixing possa nascondere comportamenti illeciti ai danni dei clienti. In altre parole per risolvere alla radice il caso Forex che minaccia la credibilità del mondo del credito quanto se non più dello scandalo Libor. Quindici regolatori in tutto il mondo stanno vagliando le operazioni di foreign exchange per capire se ci siano stati casi di illeciti. Nel valutare la vicenda il Financial stability board è stato esplicito nel denunciare il meccanismo attuale che rappresenta «un’opportunità e un incentivo per i dealers decisi a influenzare il corso dei cambi». E questo può avvenire per manifesta complicità o per «inappropriato» scambio di informazioni.
Nel lungo catalogo di proposte suggerito dal board di Basilea svetta la creazione di una piattaforma centralizzata e globale capace di incrociare domanda e offerta a un’ora fissa della giornata. A gestire un meccanismo del genere dovrebbe essere un ente senza scopo di lucro da istituire appositamente, ma del tutto separato dal mondo delle banche e degli operatori che possono avere – diretto o indiretto, lecito o illecito – interesse sul corso dei cambi.
In attesa che l’idea si faccia realtà, il Financial stability board ha suggerito di correggere l’attuale sistema che indica i cambi. Il fix è alle 4 del pomeriggio e si concentra su un finestra di 60 secondi. Troppo poco per i banchieri del board che consigliano di estendere il periodo, aumentando la trasparenza di una procedura che resta opaca. I suggerimenti del Financial stability board sono apparsi a molti osservatori fin troppo radicali. Secondo Marshall Bailey presidente dell’associazione che riunisce i dealers dei mercati finanziari «non è il sistema di fixing che è inadeguato, ma il modo con cui viene utilizzato…si arriva sempre ai comportamenti dei singoli e alla capaictà dei regolatori di controllare».
Per Londra un nuovo scandalo Libor sarebbe insopportabile. La credibilità di una piazza finanziaria passa dalla percezione di affidabilità e onestà, caratteristiche mancate clamorosamente nei traffici sul benchmark dei tassi di interesse. Come e peggio del Libor, il Forex si concentra su Londra. Il 70-80% delle operazioni di cambio, overo un mercato da 5300 miliardi di dollari si consuma nei vicoli della City.

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