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Manipolarono il mercato dei cambi multa di 2,5 miliardi a 5 colossi bancari

Una multa da record punisce la corruzione nel cuore di alcune fra le maggiori banche del mondo. Le autorità di vigilanza di Stati Uniti, Gran Bretagna e Svizzera hanno emesso a carico di cinque colossi finanziari, Citigroup, J.P. Morgan, Royal Bank of Scotland, Hsbc e Ubs, sanzioni per complessivi 3 miliardi e 300 milioni di dollari (pari a circa 2 miliardi e mezzo di euro) come pena per lo scandalo della manipolazione del mercato dei cambi emerso lo scorso anno. Secondo gli inquirenti dei tre paesi, gli operatori delle banche sotto accusa avevano creato una specie di “cartello” dei prezzi, scambiandosi informazioni riservate attraverso delle chat room per manipolare un mercato da cui passano ogni giorno più di 5 trilioni di dollari. Accertato l’imbroglio, le banche si sono assunte le proprie responsabilità davanti alla giustizia e hanno avviato una trattativa: le multe sono il frutto di patteggiamenti fra i vari istituti di credito e le autorità di vigilanza. Il risultato è che Ubs dovrà pagare circa 800 milioni di dollari, Citigroup 668 milioni, J. P. Morgan 662 milioni, Royal Bank of Scotland 634 milioni e Hsbc 618 milioni.

«Aziende e privati cittadini di tutto il pianeta si fidano dei tassi stabiliti dalle banche per le loro transazioni finanziarie», commenta la Cftc, l’autorità di vigilanza americana. «Il mercato può funzionare soltanto se si è convinti che il processo che ci sta dietro è equo, invece abbiamo scoperto che era corrotto dalle manipolazioni di un gruppo fra le più importanti banche della terra». Anche il ministro del Tesoro britannico George Osborne ha accolto con favore il provvedimento, sottolineando tuttavia che si tratta di ripulire le mele marce in un organismo sano: «Abbiamo preso dure misure contro la corruzione di pochi affinché il nostro sistema finanziario possa continuare a lavorare bene per tutti». L’iniziativa, ha aggiunto Osborne, fa parte di «un piano a lungo termine ». Andrea Leadsom, sottosegretario al Tesoro, ha assicurato che i banchieri e i trader coinvolti nello scandalo «non torneranno a lavorare nella City con un favoloso salario» e che il governo farà tutto il possibile «per punire questo genere di comportamenti». Intervistata dalla Bbc, ha detto: «Quanto è successo è assolutamente disgustoso. Specie se si pensa che quegli imbrogli venivano compiuti mentre lo stato, con i soldi dei cittadini, salvava le banche dal fallimento. Non so se corruzione sia un termine abbastanza forte». Forse voleva alludere alla parola coniata dal settimanale Economist quando sono venuti fuori scandali e truffe a ripetizione nel settore finanziario: “banksters”, fusione di “banker” e “gangster”.
Le multe impartite ieri hanno superato per entità quelle per il precedente caso del Libor, la manipolazione del tasso d’interesse interbancario. E le sanzioni non sono terminate: un’altra grande banca inglese, la Barclays, è in contatto con le autorità di vigilanza internazionali per arrivare a un accordo sulle pene da pagare per i cambi gonfiati.
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