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Mani francesi su Telecom Italia. Dopo Vivendi spunta Niel con l’11%

Terreno di scontro o di conquista? Per il momento nessuno sembra avere le idee chiare. La mossa a sorpresa di Xavier Niel, che ieri ha dichiarato di avere una partecipazione potenziale in Telecom Italia dell’11%, ha messo in subbuglio Piazza Affari che ha preso posizione spingendo i titoli del gruppo telefonico, in rialzo di oltre l’8%.
Telecom ha già un socio francese, il primo azionista, la Vivendi di Vincent Bollorè con una quota del 20% e l’impegno a sostenere i piani del gruppo nel lungo periodo. Cosa cerca allora Niel? Il patron di Iliad ha in mano strumenti derivati e opzioni per arrivare fino all’11% di Telecom: sul 6% ha delle call esercitabili in tre tranche tra giugno 2016 e novembre 2017, mentre il rimanente 5% sarebbe rappresentato da un equity swap . Controparti sarebbero Morgan Stanley e Credit Suisse. Una posizione opportunistica in vista di un consolidamento europeo?
Saputo dell’incursione, ieri Vivendi ha subito fatto sapere di essere pronta a salire oltre il 20% in Telecom. Una mossa in chiave difensiva che lascerebbe presagire a uno scontro tutto francese per Telecom Italia. Ma a Piazza Affari più d’uno pensa che si possa trattare di speculazione. O di un possibile «portage», che però stride con la storia di Niel. Da self-made man l’imprenditore ha scalato molte posizioni nell’establishment parigino. Oggi con Iliad è uno dei principali operatori di tlc francesi, è compagno di Delphine Arnault, primogenita del patron di Lvmh, Bernard Arnault, e comproprietario di «le Monde». Non proprio un outsider, insomma. E nella geografia del potere è sul fronte opposto a quello di Bollorè.
La Consob si è messa subito al lavoro per chiarire se esistono eventuali collegamenti tra Niel e Vivendi. In base all’articolo 44 ter del Regolamento emittenti, un eventuale collegamento obbligherebbe a sommare le posizioni imponendo l’Opa, che per Telecom scatta al superamento del 25%.
«Non mi sembra una speculazione di tipo finanziario» ha commentato a caldo il ceo di Telecom, Marco Patuano. «Non so dire se le due cordate siano una realtà unica o siano avversarie» ha proseguito il manager, ma «non penso ci sia una “liaison”». Semmai «il fatto che abbiamo investitori esperti di media e tlc che guardano con grande interesse al nostro titolo significa che la strategia che stiamo mettendo in campo crea valore» ha concluso il ceo di Telecom.

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