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Mance e mancette sotto l’albero

Regali anticipati sotto l’albero di Natale con la legge di Bilancio 2018. Che tra le varie caratteristiche ha quella di essere una specie di legge mancia anticipata, che svaria dalle agevolazioni alle piccole librerie ai fondi per i bamboccioni e al Carnevale, per finire con finanziamenti a enti e istituti dalla Campania al Veneto passando per la Lunigiana. Il governo ha incassato dal Senato la fiducia sul maxiemendamento di 686 commi arrivato ieri in aula. Il disegno di legge passa così alla Camera per la seconda lettura. Riuscendo, sebbene con una coperta sempre più corta, ad accontentare per il momento un bel po’ di realtà.

Il filo rosso che collega queste elargizioni, a valere spesso sul fondo risorse esigenze indifferibili, sono iniziative di promozione culturale.

Accanto al credito d’imposta per alleviare il carico fiscale delle imposte sui locali sulle piccole librerie c’è il fondo per la promozione delle manifestazioni carnevalesche, un riconoscimento dovuto, si legge nelle schede tecniche della manovra, per il valore storico e culturale nella tradizione italiana del Carnevale e delle attività e manifestazioni ad esso collegate.

Ci sono fondi per vari disagi, quello giovanile, la povertà, quello delle famiglie che hanno in casa giovani adulti. E fondi per l’assistenza ai familiari con gravi disabilità, ma con il trucco. La norma presentata con grande enfasi subito dopo l’approvazione, stanzia 60 milioni in tre anni, ma questi soldi serviranno a alimentare progetti di leggi e soluzioni per il problema; gli effetti dunque si vedranno, se si vedranno, sul medio lungo periodo.

Il bonus bebè, richiesto a gran voce e argomento di mediazione per il via libera alle disposizioni, sebbene diventi strutturale sarà, e di molto decurtato (verrebbe da citare il detto milanese: piuttosto che niente, meglio piuttosto).

Salgono invece sul carro della legge realtà a molti ignote. L’istituto Innocenzi di Firenze, l’Accademia vivarium novum, la Chiesa di San Tommaso Becket ad Aulla e quella di San Michele a Villa Franca in Lunigiana, il museo di San Caprasio di Aulla. Tutti finanziati (l’ultimo con mezzo milione di euro in due anni) per interventi per la valorizzazione culturale sia della mission delle istituzioni sia dei luoghi che rappresentano. Ma la vecchia Finanziaria non dimentica il belcanto (si veda tabella in pagina), riconoscendo 500 mila euro sia per il 2018 sia per il 2019 alla Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo per la realizzazione del festival Donizetti Opera. E neanche la politica: per trasferire gli archivi di movimenti e partiti nell’era digitale spunta un milione di euro. Previsti, ancora, fondi per la presenza italiana all’Expo di Dubai, per Trieste capitale europea della scienza 2020 e per le Universiadi a Napoli nel 2019. E contributi agli anniversari, soprattutto se tagliano traguardi quasi millenari come quelli delle università Federico II di Napoli e degli studi di Padova.

Prescelta per la trasmissione della cultura ebraica, in questa legge di bilancio è la fondazione Graziadio Isaia Ascoli che avrà un milione e mezzo di euro. Ma si spinge anche la promozione della cultura scientifica, tanto che arrivano fondi per l’Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, per il Gran Sasso Institute, e per l’Istituto nazionale di biologia Anton Dohrn. Dal punto di vista naturalistico, ecco due milioni di euro all’ente parco Vesuvio per rifare la strada Matrone e soldi per taglio del nastro di due parchi, quello del Delta del Po e quello di Matese e di Portofino.

Ciliegine sulla torta, un contributo di 15 milioni di euro alla regione Sardegna per essere isola un po’ più isola delle altre e 500 mila euro per il piano di azione Onu sulle donne, la pace e la sicurezza per, si legge nella disposizione, assicurare la continuità dell’impegno italiano. Che risale al 2000 e si sa che le promesse vanno mantenute.

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