Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mancato avviso senza truffa

Scatta il reato di appropriazione indebita a carico del proprietario dell’auto che, risarcito del danno da furto, non abbia immediatamente comunicato il ritrovamento della vettura alla propria assicurazione. Ciò in quanto le clausole generali del contratto assicurativo prevedono che, a seguito dell’avvenuta liquidazione, la compagnia acquisti la titolarità del mezzo. E la mancata comunicazione alla società assicuratrice, non presumendo alcuna cooperazione artificiosa della vittima, non potrà comportare la perdita definitiva del bene da parte della proprietaria. A precisarlo è stata la Cassazione, sezione seconda penale, con sentenza 8927/12.
Coinvolti nella vicenda i comproprietari di un veicolo, rinviati a giudizio con l’accusa di truffa ai danni dell’assicurazione. Secondo la ricostruzione processuale, i due imputati – denunciata la sottrazione della loro vettura e incassato il denaro liquidato – avevano tardato a comunicare alla società il ritrovamento del mezzo. Di qui la condanna, confermata in appello, a più di un anno di reclusione.
Contro la sentenza, arriva il ricorso degli avvocati. Tra i motivi, la violazione di legge per errata interpretazione dell’articolo 640 del Codice penale. La condotta tenuta dagli assistiti – ormai semplici possessori, e non più proprietari del mezzo – andava semmai ricondotta, rilevano i legali, nel più morbido alveo del reato di appropriazione indebita (previsto e punito dall’articolo 646 del Codice penale).
La Cassazione concorda con le difese, e riqualifica i fatti. Nelle motivazioni della pronuncia, la Corte spiega che nel delitto di truffa – se il requisito dell’ingiusto profitto può comprendere in sé qualsiasi utilità, incremento o vantaggio patrimoniale, anche a carattere non strettamente economico – per l’elemento del danno la prospettiva cambia. Tale fattore, si annota, dovrà consistere necessariamente – alla luce dell’evento consumativo del reato in questione – «in una lesione concreta» e non meramente «potenziale».
Non solo. Ai fini integrativi della fattispecie criminosa della truffa, occorrerà altresì che tale lesione sia avvenuta con la «cooperazione artificiosa della vittima», che, indotta in errore dall’inganno ordito dal reo, abbia compiuto l’atto dispositivo perdendo definitivamente il proprio bene. In questo senso, del resto, si erano già espresse le sezioni unite con pronuncia 1/98, espressamente richiamata in sentenza. In quell’occasione, i giudici avevano agganciato la soluzione interpretativa della questione alla collocazione sistematica della norma incriminatrice della condotta truffaldina, inserita nel titolo XIII del libro II del Codice penale, tra i delitti contro il patrimonio mediante frode.
Ben diversa appare la vicenda alla base del caso specifico, non potendosi ravvisare né la cooperazione artificiosa della compagnia assicuratrice, né la perdita definitiva del veicolo da parte della stessa. La condotta contestata, infatti, si risolveva esclusivamente nella mancata tempestiva comunicazione circa il ritrovamento dell’auto. Obbligo derivante – chiarisce il Collegio – dalla circostanza che l’assicurazione, con la liquidazione, acquista la proprietà del bene. La tempestiva comunicazione del ritrovamento, dunque, è tesa al solo fine di «mettere l’autovettura a disposizione» della società «che ne è divenuta proprietaria». Tanto è vero che, nel caso concreto, la compagnia – avvisata con estremo ritardo del recupero – riuscì a tornare in possesso del veicolo solo grazie all’intervento dell’autorità giudiziaria che ne dispose il sequestro.
Tale circostanza, tuttavia, se aveva avuto l’effetto di rendere più difficoltoso il recupero del bene da parte della società, non ne aveva comportato la «perdita definitiva» (elemento imprescindibile per il configurarsi della truffa).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa