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Mancati rimborsi super conguagli e distacchi luce Blitz dell’Antitrust

Fatturazioni basate soltanto su consumi presunti. Autoletture da parte dei clienti che non vengono nemmeno prese in considerazione per il calcolo della bolletta. Conguagli che raggiungono cifre molto considerevoli, perché mettono insieme conguagli di più anni. Per non parlare della mancata registrazione di pagamenti effettivamente effettuati dai clienti ma che non vengono con-teggiati, con conseguente messa in mora dei consumatori fino a giungere nei casi più estremi al distacco dell’elettricità. E ad arrivare al mancato rimborso dei crediti che sono stati maturati dai consumatori.
Accuse pesanti che, al momento, sono solo ipotesi di lavoro. Clamorosi disservizi – se venissero dimostrati – sui quali ora l’Antitrust vuole andare fino in fondo. Perché sarebbero l’inevitabile conseguenza di «numerosi reclami e segnalazioni, ricevute anche da diverse associazioni di consumatori».
Così scrive l’Autorità per la concorrenza in una nota ufficiale in cui ha comunicato una doppia iniziativa a tutela dei consumatori. La prima è l’apertura di un’indagine formale nei confronti di Acea, Edison, Enel ed Eni. La seconda è che gli uffici delle divisioni “Energia” delle quattro società, che rappresentano oltre il 70 per cento delle quote di mercato, hanno subito in questi giorni le ispezioni dei funzionari dell’Antitrust. Ispezioni che sono avvenute a Milano, Roma e San Donato anche grazie all’ausilio delle forze della Finanza disclocate all’Antitrust.
Questo non significa, ovviamente, che siano state già verificate “ mancanze” gravi da parte delle quattro società. Ma spiega il perché di una iniziativa così clamorosa da parte dell’Antitrust che coinvolge, tra le altre, le due principali società quotate di Piazza Affari. Con tutta evidenza ha ritenuto che gli esposti presentati da parte delle associazioni dei consumatori siano in numero tale e circostanziate in modo così evidente da meritare una indagine approfondita da parte dell’autorità guidata da Giovanni Pitruzzella.
Le quattro aziende coinvolte non hanno per il momento preso posizione. Lo hanno, invece, fatto le associazioni. «Benissimo l’apertura di dell’istruttoria perché si tratta di comportamenti assolutamente disdicevoli, senza tenere conto che queste denunce le facciamo da anni», sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, rispettivamente responsabili di Federconsumatori e di Adusbef.
Le cui rimostranze non si fermano qui: «Siamo arrivati, rispetto alle problematiche sollevata nell’indagine dell’Antitrust, a una quota di circa 500mila reclami. Inconvenienti che hanno prodotto numerosi problemi alle famiglie». Le due associazioni concludono il loro intervento con l’invito a far valere sempre i propri diritti: «Quando si è di fronti a casi di “bollette pazze” come queste con conguagli elevati, ricordiamo che non si deve pagare subito ma di aprire immediatamente una procedura di reclamo e – concludono Lannutti e Trefiletti – un eventuale tentativo di conciliazione ».
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