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Mancano gli investitori a Siena è più vicino il salvataggio pubblico

Oggi alle 14 si alzerà il velo sull’operazione di ricapitalizzazione di Mps. Nel pomeriggio dovrebbe riunirsi il cda per fare il punto sulla situazione. Il passaggio finale in realtà è domani, quando si concluderà anche l’aumento di capitale riservato agli istituzionali, ma al momento gli umori non sono positivi. Dalla conversione dei bond subordinati sono arrivati circa 500 milioni; sommati al miliardo già messo in cascina potrebbero consentire di arrivare a quel miliardo e 800 milioni che era l’obiettivo del Monte, in partenza, e forse anche di superarlo. Il fronte su cui c’è ben più nervosismo è quello dell’aumento di capitale vero e proprio e della ricerca dell’anchor investor (che per ora non si trova). A ieri il bottino delle banche d’affari era piuttosto scarso.
Insomma, l’obiettivo di 5 miliardi sembra sideralmente lontano, solo con i mezzi di mercato (ieri a Siena si è riunita la Deputazione della Fondazione, che probabilmente aderirà parzialmente all’aumento di capitale). Il decreto di intervento dello Stato si avvicina, anche se in audizione alle Camere ieri il ministro Pier Carlo Padoan ha continuato a parlare di misure che «potrebbero» rendersi necessarie (per evitare «danni incalcolabili » nel caso di risoluzione). Il Mef ha fatto la sua relazione in commissione Bilancio, per presentare la richiesta di autorizzazione a creare nuovo debito fino a 20 miliardi per garantire la stabilità finanziaria e per «tutelare il risparmio», espressione tornata più volte nel corso dell’audizione (non priva di toni molto critici da parte dei parlamentari, anche per quella che è stata considerata una richiesta di “delega in bianco”). Oggi Camera e Senato voteranno l’autorizzazione a fare più debito, per ricapitalizzazioni precauzionali e per le garanzie pubbliche alla liquidità di banche in difficoltà. Padoan ha parlato di «uno o più provvedimenti» che si rendessero necessari, ma ha aggiunto che non è il caso di entrare nei dettagli ed ha escluso che il sistema sia sull’orlo del baratro. Inoltre, ha sottolineato che il nuovo debito non impatta sul percorso di rientro e che comunque «tutte le valutazioni sono state fatte in sintonia con le istituzioni europee».
Su Siena ieri è intervenuto anche Silvio Berlusconi. «Mps – ha detto durante il ricevimento al Quirinale – va salvato assolutamente, checché ne dica l’Europa: altrimenti ci sarebbe un disastro per la nostra storia e il nostro Paese». Noi ci siamo, ha aggiunto. Una delle note dolenti è proprio quale sarebbe, a livello Ue, la valutazione della disciplina sugli aiuti di Stato nel caso di intervento pubblico accompagnato a misure per attenuare gli impatti sui privati. Un portavoce della Commissione ha detto che sono in corso «contatti costruttivi » con il Mef.

Vittoria Puledda

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