Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Manager in azienda con lo sconto

Tra le molte agevolazioni alle assunzioni, ce ne è una specifica per favorire la ricollocazione dei manager – fortemente penalizzati dalla crisi – finanziata dal ministero del Lavoro nel l’ambito dell’intervento Wekfare to work e gestita dall’agenzia Italia Lavoro: è una chance che consente ai datori di lavoro di inserire risorse dalle competenze elevate, abbattendo il costo iniziale dell’investimento in risorse umane.
La misura inserita nello specifico progetto Manager to work si basa su due direttrici: incentivare le imprese a rioccupare quadri o dirigenti e sostenere gli stessi soggetti attraverso misure di autoimpiego.
I requisiti dei datori
Ma vediamo nel dettaglio: il bonus assunzioni destinato alle aziende (sia grandi sia Pmi operanti con una o più sedi in Italia) è differenziato a seconda del tipo di contratto di lavoro e può arrivare a un massimo di 28mila euro. Scatta anche un’agevolazione di 5mila euro nell’ipotesi di una collaborazione a progetto (con compenso minimo di 42.000 euro), purché l’arco temporale del contratto non sia inferiore a 12 mesi.
Tra i requisiti indicati nel bando, i datori di lavoro devono presentare anche la dichiarazione “de minimis” ai sensi del Regolamento Ce 1998/2006 (le imprese non possono ricevere più di 200mila euro in tre anni attraverso queste tipologie di strumenti agevolativi). Le domande vanno presentate entro il 31 dicembre 2014, attraverso la piattaforma telematica messa a disposizione nell’apposita sezione del sito web di Italia Lavoro, comunque non oltre 45 giorni dalla data di assunzione per la quale il contributo è richiesto.
I lavoratori
Gli ex dirigenti o quadri che portano in dote l’incentivo, oltre a essere disoccupati, devono possedere alternativamente uno di questi requisiti soggettivi al momento dell’assunzione: essere over 50; rientrare nella categoria delle donne che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi; essere residenti nelle regioni “Obiettivo Convergenza” (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia) e privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
La definizione che circoscrive il requisito consistente nel l’essere «privi di impiego regolarmente retribuito» va rinvenuta nel Dm del 20 marzo 2013: in caso di lavoro subordinato rileva la durata del rapporto di lavoro, ossia i rapporti di lavoro dipendente di durata inferiore a 6 mesi sono automaticamente considerati «non regolarmente retribuiti».
Per i rapporti di co.co.co., l’elemento determinante è costituito dal reddito: sono da ritenere tali tutti i rapporti da cui il percipiente ricava un reddito escluso da imposizione fiscale, pari a 8.000 euro; mentre per il lavoro autonomo la soglia è fissata in 4.800 euro annui.
Particolari misure sono anche destinate all’autoimpiego.
Il tetto massimo delle risorse stanziate per questi progetti ammonta complessivamente a 9.715.000 euro: sul sito di Italia Lavoro possono essere monitorate le domande ammesse ai contributi e quelle respinte per mancanza dei requisiti previsti dal bando.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa