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Manager per gestire i tribunali

Strumenti di valutazione delle performance, criteri manageriali nella gestione e organizzazione dei tribunali, individuazione e adozione di misure e buone pratiche organizzative per migliorare la performance complessiva del sistema e formazione manageriale a tutti i livelli. È la quadruplice proposta in tema di giustizia che arriva dal Forum Ambrosetti, elaborata dal gruppo di lavoro The European House – Ambrosetti, con il supporto dei membri di Ambrosetti Club e di vari studi legali. Un tema, questo, già confermato dalla precedente ricerca del Think tank di rilievo internazionale sul contrasto alla corruzione per migliorare la competitività dell’Italia, partita nel 2015 che ci inquadrava primi in Europa per efficienza dei tribunali ma tra i peggiori per l’arretrato di cause civili e commerciali. In materia di valutazione delle performance giudiziarie, promosso il datawarehouse del Mingiustizia, che consente di monitorare le performance dei tribunali tra cause pendenti e loro età nonostante «il passo che ancora manca: la disponibilità di informazioni a livello di singolo magistrato, cosa che fino ad oggi ancora non avviene». Si valuta comunque lo strumento «fondamentale in un’ottica di misurazione dei risultati degli interventi da programmare per ridurre ulteriormente l’arretrato e velocizzare i tempi di giudizio alla luce delle specifiche richieste portate avanti dall’Ue in tema di Recovery Fund». Dirompente la proposta sull’introduzione di criteri manageriali nella gestione e organizzazione degli uffici: «posizioni direttive o semi-direttive solo per i magistrati che abbiano competenze dimostrate di organizzazione, pianificazione, comunicazione, leadership e delega» con la nascita del Court manager in grado di far quadrare obiettivi e risorse come nella migliore delle aziende. Il Forum propone anche l’introduzione di corsi di formazione manageriale a tutti i livelli con programmi omogenei a livello nazionale, decisi tra università, Miur, Scuola superiore della magistratura e Ordine degli avvocati. Chiudono le 70 pagine della ricerca la proposta di promozione di una cultura ad hoc, l’utilizzo del whistleblowing e di sistemi di fraud detection, il coinvolgimento di imprese private nella prevenzione della corruzione.

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