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Manager bancari, sanzioni penali ko

Amministratori e sindaci di banche non più sanzionati penalmente per le eventuali obbligazioni intercorrenti con società da loro controllate o presso le quali gli stessi soggetti svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo, nonché con le società da queste controllate o che le controllano. Lo stabilisce il dl 18 ottobre 2012, n. 179, convertito nella legge 17/12/2012, n. 221, modificando l’art. 136 del Tub in tema di obbligazioni degli esponenti bancari. L’art. 24-ter del citato dl, abrogando i commi 2 e 2-bis dell’art. 136 del dlgs 385/93, va ad alleggerire le responsabilità connesse ad eventuali operazioni in conflitto d’interesse. L’abrogato comma 2-bis prevedeva, infatti, l’obbligo per i consiglieri e i sindaci delle banche di comunicare l’eventuale conflitto d’interessi in cui si trovavano nell’effettuare un’operazione con società da loro controllate, presso le quali gli stessi svolgevano funzioni di amministrazione, direzione o controllo o con società da queste controllate o che le controllano. Oltre a tale obbligo di trasparenza la norma, ora abrogata, prevedeva che l’operazione dovesse essere deliberata dall’organo di amministrazione all’unanimità e col voto favorevole di tutti i componenti dell’organo di controllo (ovvero dei sindaci). L’abrogazione arriva dopo un anno caratterizzato da un forte attenzione dedicato dalle banche proprio alle operazioni in conflitto d’interessi. Entrerà in vigore a fine anno, infatti, il provvedimento con il quale Banca d’Italia, il 14 dicembre 2011, ha introdotto nuovi e più stringenti obblighi comunicativi al fine di monitorare e limitare possibili abusi nella concessione del credito a parti correlate, collegate o connesse con gli esponenti aziendali di banche e società appartenenti al medesimo gruppo bancario. Sempre il dl 179 introduce poi un’altra importante novità per il settore bancario. Integrando il comma 1 sempre del già citato articolo 136 del Tub si prevede ora la possibilità per il consiglio di amministrazione delle banche di delegare, nel rispetto delle norme del codice civile e dello statuto sociale, al comitato esecutivo o ad altri organi l’assunzione delle delibere necessarie per autorizzare le operazioni che la banca realizza con propri amministratori o sindaci. Le citate nuove disposizioni, in vigore da ieri, da un lato alleggeriscono le sanzioni penali (restano però quelle amministrative) e dall’altro semplificano notevolmente l’iter precedente che imponeva un passaggio in cda anche in presenza di operazioni in conflitto d’interesse di importo anche molto esiguo.

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