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Malpensa e autostrade, saldi di fine anno

MILANO — Malpensa e Linate tornano sul mercato, assieme a un pacchetto di quote di controllo della Serravalle e di Pedemontana. E con l’urgenza di cui è preda il venditore, la provincia di Milano, costretta a fare cassa entro la fine dell’anno, c’è la possibilità concreta che le operazioni si trasformino in saldi di fine stagione.
È la conseguenza del doppio fallimento che si è consumato attorno alla società pubbliche di Milano nelle ultime settimane: prima l’asta andata deserta per la privatizzazione dell’80 per cento della Serravalle, la società che controlla le tre tangenziali milanesi e il primo tratto dell’Autofiori; poi il fallimento della quotazione in Borsa della Sea, l’azienda che gestisce i due aeroporti del capoluogo, ritirata all’ultimo momento per lo scarso interesse dimostrato al momento decisivo da parte degli investitori istituzionali.
Il flop delle due operazioni ha costretto la Provincia di Milano, amministrata da una giunta di centrodestra retta da Guido Podestà (Pdl), a rivedere in tutta fretta il suo piano di cessioni, nel tentativo di trovare risorse per sistemare il bilancio. Una prima traduzione in atti concreti si è avuta già ieri: la Provincia ha annunciato – tramite Asam, la holding delle sue partecipazioni che metterà all’asta la sua quota del 14,5% della Sea, la stessa quota che avrebbe voluto cedere sul mercato in caso di successo della quotazione in Borsa. La base d’asta è stata fissata a 160,1 milioni, pari a 4,4 euro per azione. Il che valorizza Sea 1,09 miliardi, sul livello della punta massima della forchetta (individuata tra 800 milioni e 1,07 miliardi) della quotazione a Piazza Affari.
Come sarà possibile vendere allo steso prezzo azioni rifiutata solo pochi giorni fa? La Provincia si è messa al sicuro specificando che il prezzo verrà accettato anche se più basso «previa verifica della congruità». Candidato accreditato a presentare sicuramente un’offerta sarà il fondo F2i, già presente nel capitale di Sea con il 29.75% rilevato dal Comune solo un anno fa.
Socio pesante e oramai non più gradito al Comune di Milano (che controlla il 50,4% della società). Ieri, il sindaco Giuliano Pisapia ha sostenuto che «il Comune è parte offesa se c’è stato qualcosa di irregolare e la volontà precisa, per scopi non nobili, di arrivare al fallimento della quotazione». Il riferimento è alle polemiche sollevate da F2i che avrebbero fatto scappare gli investitori istituzionali dopo che avevano manifestato il loro interessa a comprare le azioni. Fatti su cui oggi verrà presentato un esposto in Consob.
Se in Comune si polemizza, la Provincia ha altri problemi. Oltre alla Sea, la giunta sta studiando come cedere la quota di controllo di Serravalle (52%) e tra il 15 e il 18% di Pedemontana. Anche per evitare che si fermino cantieri di nuove autostrade in Lombardia per oltre 10 miliardi.

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