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Malacalza: “Carige si rilancia investendo sul territorio”

Indica il 2017 come l’anno del risanamento e del rilancio di Carige, Vittorio Malacalza. E vuole che la banca torni “ad andare in giro” per le aziende, facendo sentire di nuovo la vicinanza al territorio. Un anno fa, l’imprenditore cresciuto insieme al business dell’acciaio a cui nel tempo ha legato l’alta tecnologia e il biomedicale, ha rilevato dalla Fondazione Carige una quota di azioni che gli ha permesso di diventare il primo azionista della banca, rafforzando poi la sua partecipazione con un aumento di capitale. E oggi, per la prima volta da quell’operazione, Malacalza riflette sulla sua scelta e sulle prospettive di Carige. Lo fa dal palco di “Top 500”, la ricerca condotta dall’università di Genova e da PwC per
Repubblica
sulle prime 500 aziende della Liguria. «Insieme ai miei figli abbiamo scelto di investire in Carige perché crediamo in questo territorio. Non c’è stato altro che ci ha spinto a farlo e siamo convinti che sia stata la scelta giusta — spiega — Il prossimo anno andremo a rafforzare una strategia che ci porterà a essere una banca del territorio, nel vero senso della parola, cioè che aiuti il territorio a crescere. Solo in questo modo possiamo crescere anche noi». Proprio su questo connubio, i vertici della banca stanno costruendo un piano di rilancio che, chiarisce l’imprenditore, passa da due fasi, il risanamento, ancora in corso e che comporta una robusta politica di contenimento dei costi, e lo sviluppo, che passa da un rilancio commerciale e dal ritorno della redditività. «Siamo al lavoro ogni giorno per raggiungere questo risultato e il 2017 sarà dedicato interamente al risanamento — spiega Vittorio Malacalza — Sono sicuro che centreremo il risultato, perché la Liguria è un territorio che ha eccellenze e che ha tecnologie». Non sarà certo un percorso semplice, continua l’imprenditore, perché al di là del momento ancora difficile per l’economia si aggiungono elementi più squisitamente liguri che non favoriscono la ripresa. «Questa città si è un po’ seduta con le Partecipazioni Statali, di cui è stata a lungo capitale — continua Malacalza — Ma non ha perso quella scintilla che può garantirne la ripresa. Io credo che qui non manchi proprio nulla e quindi anche noi dobbiamo fare la nostra parte, dando vicinanza all’impresa e al sistema locale. Dobbiamo andare in giro, dobbiamo capire i numeri, e quello che c’è dietro ai numeri, cioè un’anima». Top 500 mostra i macrosettori trainanti dell’economia ligure, oil&energy, in leggera flessione, ed economia del mare. «A me non interessa il prezzo dell’olio o di un’altra commodity che può salire o scendere, questi sono dati contingenti — chiude Malacalza — A me interessa che se mi confronto con chi fa impresa, come mi succede adesso, allora trovo vivacità, voglia di fare. Ecco perché vedo una concreta possibilità di sviluppo. Anche per noi».

Massimo Minella

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