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Maggiori tutele per i papà nel 2021

Passa a 10 giorni (dai 7 giorni dell’anno scorso) il congedo obbligatorio dei papà lavoratori dipendenti per l’anno 2021. A partire da quest’anno, inoltre, il congedo spetta anche in caso di morte perinatale del figlio, cioè nel periodo tra l’inizio della 28° settimana di gravidanza e i primi 10 giorni di vita. Lo spiega l’Inps nella circolare n. 42/2021 pubblicata ieri.

Maggiori tutele ai papà. Le novità sono state introdotte dalla legge di bilancio 2021 (legge n. 178/2020) e riguardano, in particolare, la proroga del congedo obbligatorio e del congedo facoltativo a favore del padre, per le nascite, adozioni e affidamenti dell’anno 2021 (1° gennaio/31 dicembre), che sono due misure «sperimentali» introdotte dalla legge n. 92/2012 (riforma Fornero); ampliamento della durata del congedo obbligatorio da 7 a 10 giorni, conservando il periodo di fruizione, anche in via non continuativa, nei primi cinque mesi di vita o ingresso in famiglia o in Italia del minore (nei casi rispettivamente di adozione/affidamento nazionale o internazionale); estensione del diritto di fruizione ai casi di morte perinatale del figlio.

Congedo obbligatorio. Nulla è cambiato per quanto riguarda la gestione dei congedi. Riguardo a quello obbligatorio, pertanto, sono tenuti a fare domanda all’Inps solamente i lavoratori per i quali il pagamento dell’indennità è effettuato direttamente dall’Inps; mentre nel caso in cui l’indennità venga data anticipatamente dal datore di lavoro, è a questi che i lavoratori devono comunicare per iscritto la fruizione del congedo, senza necessità di presentare domanda all’Inps. Per quanto riguarda il congedo facoltativo, la possibilità per il padre lavoratore dipendente di fruire di un ulteriore giorno di congedo resta subordinato al previo accordo con la madre che non deve fruire, in sostituzione, di un giorno di congedo astensione obbligatoria (congedo maternità).

Morte perinatale del figlio. Come accennato, la fruizione del congedo di 10 giorni, nell’anno 2021, spetta anche in caso di morte perinatale del figlio. Per «periodo di morte perinatale», spiega l’Inps, deve intendersi il periodo compreso tra l’inizio della 28° settimana di gravidanza e i primi 10 giorni di vita. Di conseguenza, il congedo può essere fruito, sempre entro cinque mesi successivi alla nascita del figlio, anche nel caso di:

1) figlio nato morto dal primo giorno della 28° settimana di gestazione (il periodo di cinque mesi entro cui fruire dei giorni di congedo decorre dalla nascita del figlio che in queste situazioni coincide anche con la data di decesso);

2) decesso del figlio nei dieci giorni di vita dello stesso (compreso il giorno della nascita). Il periodo di cinque mesi entro cui fruire dei giorni di congedo decorre comunque dalla nascita del figlio e non dalla data di decesso.

Restano esclusi i padri i cui figli (nati, adottati o affidati) siano deceduti successivamente al decimo giorno di vita (il giorno della nascita è compreso nel computo). Per le nascite e le adozioni/affidamenti avvenuti nell’anno 2020, i padri lavoratori dipendenti hanno diritto a sette giorni di congedo obbligatorio (più uno di congedo facoltativo), anche se ricadenti nei primi mesi dell’anno 2021. Anche nei casi di morte perinatale avvenuti nell’anno 2020, con periodo di fruizione totalmente o parzialmente ricadente nell’anno 2021, acquisito il parere favorevole del ministero del lavoro, l’Inps conferma il riconoscimento del diritto a sette giorni di congedo obbligatorio e uno di congedo facoltativo.

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