Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Maggioranza divisa, due fronti sulla giustizia

Via libera in commissione alla Camera alla prescrizione lunga per i corrotti. E un altro slittamento, ma tempi certi, per la legge anticorruzione al Senato. 
È stata una giornata di fuoco quella di ieri per il pacchetto di misure contro la corruzione e il falso in bilancio. Segnata dalle proteste di Ncd e Udc contro i tempi di prescrizione per i reati di corruzione, ritenuti troppo lunghi. Da quelle opposte dei Cinquestelle perché restano fuori altri reati, inclusa la concussione. E dalla levata di scudi di Forza Italia al Senato perché un voto della commissione Giustizia, di fatto, ha reso inutile l’ostruzionismo contro il ddl anticorruzione: comunque vada sarà in aula il 17. Mentre l’emendamento sul falso in bilancio è stato atteso invano a Palazzo Madama. Il governo cerca di superare i dubbi di Confindustria con un’ulteriore novità che renderebbe non punibili le piccole società per tenuità del fatto.
Prescrizione lunga
Ma cosa prevede la norma della discordia? Il countdown della prescrizione si sospenderà per tutti i reati di due anni dopo la prima condanna, e di uno dopo la seconda. In più, per la corruzione i tempi a disposizione della giustizia saranno uguali alla pena massima, più la metà, più un quarto. Per reati di grave allarme sociale, come i maltrattamenti in famiglia o l’incendio doloso e l’omicidio stradale, sono già aumentati del doppio. Ma l’Ncd protesta perché l’aumento della pena per la corruzione è stato appena approvata in Senato. Nel testo si prevedono altri stop al conteggio: in caso di rogatoria, di autorizzazione a procedere, presentazione di perizie o di istanza di ricusazione. Per i casi in cui è coinvolto un minore il calcolo parte solo dopo il compimento del 14 anno d’età. Una norma transitoria esclude dalla normativa i processi in corso. Cosa che fa gridare al «favore al Cav» l’M5S che avrebbe voluto un raddoppio dei termini per tutti i reati dei colletti bianchi.

Il ddl anticorruzione
Previsto per oggi, dopo un ulteriore slittamento arriverà il 17 in aula. Se, come sembra, la commissione non avrà terminato l’esame del testo emendato, la discussione, senza relatore, ripartirà dai testi originari. Verosimilmente proprio da quello del presidente Piero Grasso.
Il falso in bilancio
Il punto rovente è la possibilità di intercettare. Sull’emendamento del governo, ancora fermo a Palazzo Chigi non è prevista per i casi di tenue gravità. Difficili da stabilire a priori. Nel ddl Grasso invece, sebbene siano previsti casi in cui la pena è fino a 5 anni, si può intercettare sempre.
Il testo del governo nei casi di aziende piccole e fatti di lieve entità lascia al giudice la possibilità di valutare la non punibilità. Una discrezionalità troppo ampia per Confindustria che chiede di far valere un nuovo istituto per le micro società non fallibili, la non punibilità per tenuità del fatto. Ancora manca il via libera del decreto legislativo in Consiglio dei ministri.
Cantone e gli altri
Il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, dichiara auspicabile «un raddoppio dei tempi di prescrizione per i reati di corruzione». Ma l’Ncd protesta e il ministro Andrea Orlando frena: «Discuteremo. Ma va salvaguardata una specificità dei termini di prescrizione per i reati di corruzione». «L’allungamento indiscriminato dei termini, allunga i processi. Ci saranno modifiche» ha rincarato il viceministro Ncd Enrico Costa. Mentre la pd, Donatella Ferranti, esultava: «È un segnale forte di governo e Parlamento».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa